
“La documentazione in mano al Comune di Fiorano Modenese indica che proprio sulla base dell’art.142 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs 42 del 2004) quell’area non è soggetta alla cosiddetta legge Galasso. E ciò viene confermato dalla delibera regionale n.394 dell’11.2.1986, relativa all’approvazione del Piano Regolatore Generale del Comune di Fiorano Modenese. I nostri uffici inoltre hanno ricostruito tutta la situazione urbanistica partendo ben prima del 1986. Tra l’altro, nelle osservazioni parzialmente accolte presentate allora al Piano Regolatore Generale ed esaminate dalla Regione, ne compare una presentata da Italia Nostra (forse non lo ricorderà) inerente ad altri temi, il che significa che già allora Italia Nostra aveva tutti gli elementi di conoscenza del Piano Regolatore di Fiorano Modenese e che implicitamente accettava, come in realtà è, che quella zona non è soggetta alla legge Galasso. Ora improvvisamente le cose cambiano? Perché? Lo stesso dicasi per la Soprintendenza, che mai prima d’ora è intervenuta sulle previsioni urbanistiche nella zona. D’ora in poi, comunque, parleranno i legali. Come sindaco ci tenevo a comunicare ai cittadini la legittimità degli atti del Comune. Va aggiunto che se poi vogliamo riferirci alla realtà e alla sostanza delle cose, il cosiddetto rio Corlo è di fatto un fossato privo peraltro di acqua, già tombato in tutta la zona urbanizzata di Fiorano”.


