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Stili di vita e accesso ai servizi, realizzati alla Casa della Salute di Brescello due corsi per persone “fragili”

Informazione sanitaria e accesso ai servizi, nell’ambito delle attività rivolte a gruppi di popolazione “fragile” previste nel Progetto Ausl “Tutela fasce deboli” la cui coordinatrice è Carla Severi, quest’anno per la prima volta si sono svolti due incontri informativi alla Casa della Salute di Brescello per persone frequentanti i corsi di alfabetizzazione in lingua italiana del Centro Provinciale di Istruzione Adulti (CPIA) locale. L’iniziativa s’è svolta grazie alla collaborazione della Direzione del Distretto, dell’insegnante del CPIA e dell’Associazione Volontari Italiani del Sangue (AVIS). Gli argomenti individuati come prioritari per la fascia di popolazione identificata sono stati la prevenzione delle malattie attraverso l’adozione di sani stili di vita e le modalità di accesso ai servizi sanitari.

Nel primo degli appuntamenti si è parlato di corretta alimentazione, di importanza di una regolare attività fisica e di attenzione al consumo di alcool e fumo di sigaretta. L’iniziativa è stata molto apprezzata dalle persone presenti che hanno partecipato in maniera attiva ponendo innumerevoli domande. Gli argomenti trattati hanno consentito di fare interessanti confronti tra le abitudini consolidate nella realtà locale e gli usi e costumi diffusi nei paesi di provenienza dei partecipanti. Al termine dell’incontro s’è svolta una visita agli spazi della sede Avis e sono state distribuite informazioni sul servizio di Donazione del Sangue.

Nel secondo incontro sono state illustrate le modalità di accesso ai servizi sanitari e sono state offerte informazioni su come effettuare la scelta del Medico di Medicina Generale, usufruire del Servizio di Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica) o accedere alle cure ospedaliere. Molte persone presenti, essendo domiciliate da tempo sul Territorio di Guastalla, sapevano dell’esistenza dei servizi locali, ma non tutte ne conoscevano la modalità di utilizzo.

“Gli incontri di informazione sanitaria rivolti a gruppi di popolazione immigrata – spiega la dottoressa Lucia Monici, direttore del Distretto di Guastalla e referente aziendale del progetto Tutela fasce deboli – hanno lo scopo di favorire l’utilizzo dei servizi di Prevenzione portando le persone a conoscenza delle opportunità sanitarie che il territorio offre in un’ottica di equità di accesso al Servizio Sanitario Regionale. Valore aggiunto è poter realizzare incontri con la popolazione all’interno di una Casa della Salute e in una sede di volontariato, quale è l’Avis, al fine di rafforzare le linee di congiunzione tra sanitario e sociale per un maggior impatto sul benessere della popolazione”.





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