
Le classi coinvolte sono state 41, per un totale di 908 studenti. In particolare hanno partecipato le scuole secondarie di primo grado Dozza, Irnerio, Guercino, Da Vinci e Rolandino; le scuole secondarie di secondo grado Crescenzi-Pacinotti, Manzoni, Renzi e Serpieri; il centro di formazione professionale Officina IS e i centri di aggregazione giovanile dei quartieri Porto-Saragozza, Borgo Panigale-Reno e Savena.
Il progetto ha visto un investimento di circa 50.000 euro ed è stato finanziato al 50% dalla Regione Emilia-Romagna attraverso la Legge Regionale 18/2016 “Testo unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell’economia responsabili”.
Le attività sono state svolte da 5 associazioni assegnatarie di contributi attraverso un bando pubblico: Panicarte, Youkali, Dry-Art, Caracò e Saltinbanco.
Questa mattia in Cappella Farnese a Palazzo d’Accursio le associazioni coinvolte hanno condiviso le esperienze vissute nelle scuole e nei centri giovanili alla presenza di studenti, insegnanti e istituzioni.
Soddisfatta la vicesindaco Marilena Pillati: “Ringrazio le ragazze e i ragazzi per i loro impegno, gli insegnanti per la sensibilità nei confronti di questi temi e le associazioni che hanno voluto lavorare con noi. Questo progetto si affianca ai tanti e diversificati interventi che, come Amministrazione comunale, abbiamo messo in campo per lavorare con gli adolescenti, dentro e fuori la scuola, per promuovere il senso civico, il rispetto delle regole e una cittadinanza attiva e responsabile, che sono di fondamentale importanza per la promozione del bene comune e nella lotta all’illegalità”.
Giulia Di Girolamo, consigliera di fiducia del Sindaco per la Legalità, ha così commentato: “La mattinata di restituzione del progetto Educalè è stata per me molto emozionante. I ragazzi, ancora una volta, sono stati la testimonianza reale e concreta che la cultura è la risposta più forte dell’illegalità e alla mafiosità. Sono stati l’esempio vincente di riscatto e cura del bene comune contro ogni forma di violenza, discriminazione, omertà e sopraffazione. L’obiettivo del progetto è anche quello di fornire ai giovani gli strumenti necessari per compiere scelte di vita importanti, per lasciarli liberi di decidere da che parte stare, accompagnandoli attraverso la discussione e il confronto verso una maggiore consapevolezza e conoscenza di fenomeni preoccupanti e pericolosi, seppur nascosti, che ribaltano completamente le regole e le leggi di uno Stato civile e che possono intaccare e distruggere la loro quotidianità. E stamattina abbiamo avuto la conferma, con grande soddisfazione, che questo obiettivo lo abbiamo ampiamente raggiunto”.
In particolare:
• Caracò con il progetto “Il vocabolario delle mafie” – partendo da semplici vocaboli come omertà, onestà, indifferenza, testimonianza, violenza, denuncia – ha guidato i ragazzi nella produzione di un e-book e di una trasmissione radiofonica, facendo acquisire loro consapevolezza sul ruolo della comunicazione nella lotta alla criminalità organizzata.
• Youkali con il progetto “Lo sguardo dell’altro, l’incontro con l’altro, ovvero diverso da chi?” ha permesso agli studenti di rielaborare in positivo modelli sbagliati proposti dai media attraverso la pubblicità, e diventare creatori e testimonial di messaggi di comunicazione a contrasto dei potenziali conflitti e comportamenti antisociali, della violenza di genere delle discriminazioni e degli stereotipi di genere.
• Panicarte con il progetto “Viaggio nella città globale”, ha proposto ai ragazzi un approfondimento sulla mafia internazionale. Attraverso l’uso espressivo del corpo si è permesso ai ragazzi di sperimentare attivamente le situazioni e i concetti affrontati sperimentando la comunicazione e l’espressione dei propri stati emotivi.
• Dry-art con il progetto “Dal social al sociale” ha trattato il tema dei social media, lavorando con i ragazzi e le ragazze per la realizzazione di un video incentrato sul tema del bullismo e del cyberbullismo.
• Saltinbanco con il progetto “L’arte della legalità” ha proposto lezioni spettacolo per approfondire il tema della legalità e testimonianze dei volontari di Operazione Colomba, Corpo Nonviolento di Pace della Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII presente oggi in Palestina e Israele, Colombia, Albania, Libano/Siria che hanno permesso importanti riflessioni sulla non-violenza.
Oltre ai laboratori nelle scuole il progetto ha visto la realizzazione della mostra fotografica “La guerra – una storia siciliana. Fotografie di Tony Gentile”, a cura di Giuseppe Prode, realizzata in Sala Borsa dal 20 settembre al 7 ottobre e promossa in occasione del XXV anniversario delle stragi di Capaci e Via D’Amelio. E ancora, il stesgno al progetto “Bill. Biblioteca della Legalità”, promosso da IBBY (International Board on Books for Young People) Italia. Nell’ambito del progetto la Biblioteca Salaborsa Ragazzi mette a disposizione di insegnanti e studenti una bibliografia ragionata e i relativi testi.


