
É questo, in sintesi, il quadro che emerge da un sondaggio telefonico effettuato negli scorsi giorni da Confcommercio Modena su un panel di esercenti della provincia di Modena.
«Anche in questa occasione abbiamo riscontrato un clima di ritrovata fiducia», puntualizza Andrea Abbruzzese, presidente di Federazione Moda-Confcommercio, «motivato certamente dalla generalizzata soddisfazione per le vendite natalizie, ma in particolare per gli affari generati dalle primissime settimane dei saldi».
Stando all’elaborazione condotta, il budget di spesa a persona è stato attorno a 130 euro e si è concentrato, in particolare, su capi di abbigliamento (per l’80%), calzature (per il 70%), sciarpe e guanti (per il 35%) e biancheria intima (per il 25%). Per quanto riguarda i prodotti più venduti, la clientela si è orientata a cercare i capi, anche di marca, che non sono stati acquistati in stagione: quelli più venduti sono stati la maglieria e i capispalla – piumini, cappotti, giubbotti – per l’abbigliamento, mentre per le calzature ai primi posti dei prodotti venduti ci sono sneakers di marca, stivaletti e tronchetti. In base alle interviste condotte, poi, circa il 40% degli operatori ha riscontrato il picco di vendite nel primo weekend e attorno al 35% nella prima settimana dei saldi.
L’indagine consegna inoltre il consolidarsi di un cambiamento nel comportamento di acquisto che porta a comprare solo lo stretto necessario rifiutando l’acquisto di impulso (37%) e la grande attenzione al prezzo da parte della clientela (22%). Il 16% segnala la concorrenza delle vendite on-line anche durante i saldi e la scelta degli outlet per gli acquisti scontati (14%).
«I saldi», conclude Abbruzzese, «continuano insomma a rappresentare un momento importante in termini di fatturato per le imprese del commercio al dettaglio, oltre che una valida opportunità per i consumatori di effettuare acquisti di qualità a prezzi convenienti, approfittando dell’assortimento, del servizio e dell’affidabilità dei negozi di moda e tessili tradizionali».


