
Si chiude dunque con l’ottimo risultato dei 22 mila euro raccolti la quinta edizione della manifestazione. Un risultato raggiunto anche grazie alle donazioni degli sponsor che hanno preso parte al progetto, ovvero Piacere Modena, Conad, Aceto Balsamico del Duca, Bper Banca, Gep Informatica, Domus Assistenza, Caseificio 4 Madonne, Errea Play Modena, Cantina di Carpi e Sorbara, Mollificio Modenese, Gruppo Assimoco, Galvani, Confcooperative Modena, Modena Volley, Decathlon.
I fondi raccolti arriveranno ora direttamente a Suor Imperatrice e a Suor Lucia, che gestiscono le due strutture e sono referenti dirette dei modenesi che le sostengono. Il Caritas Baby Hospital di Betlemme è l’unico ospedale pediatrico della Cisgiordania. Conta 40mila visite ogni anno e 82 posti letto, ospita e cura bambini per lo più colpiti da malattie gastrointestinali, dovute all’acqua non potabile nei campi profughi, cardio-respiratorie (conseguenza della mancanza di riscaldamento d’inverno) e malformazioni, frequenti a causa dei matrimoni di primi cugini.
Da quest’anno l’associazione “Un ponte verso Betlemme” ha deciso di donare la metà dei fondi raccolti anche all’orfanotrofio per bimbi disabili Hogar Nino Dios situato a pochi chilometri di distanza dal Baby Hospital. Anche questa struttura, gestita con amore dalle Suore del Verbo Incarnato, vive di Provvidenza e senza alcun sostentamento pubblico. Nella Casa sono accolti in via permanente bambini e ragazzi che intraprendono anche un percorso assistenziale e riabilitativo. I bambini disabili e affetti da malformazioni spesso vengono abbandonati dalle famiglie che vedono nell’handicap un disonore.
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Foto, da sinistra: l’arcivescovo Erio Castellucci quindi, per Un ponte verso Betlemme, Stefano Prampolini, Roberta Biagiarelli ed Eugenio Gollini. Foto di Luigi Ottani


