
Nella stessa occasione, però, il Consiglio comunale aveva approvato anche un ordine del giorno in cui si sottolineava l’alto valore politico rappresentato dalla partecipazione del Comune visto che la società ha come scopo “la raccolta del risparmio e l’esercizio del credito applicando i principi della finanza etica”. Per questo motivo si chiedeva un intervento al governo per consentire alle amministrazioni pubbliche di mantenere le quote di partecipazione.
L’intervento è arrivato il 29 dicembre, con una modifica al Tusp contenuta al comma 891 dell’articolo 4, che prevede la possibilità “per le amministrazioni pubbliche di acquisire o mantenere partecipazioni, comunque non superiori all’1 per cento del capitale sociale, in società bancarie di finanza etica e sostenibile, come definite dall’articolo 111-bis del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, senza ulteriori oneri finanziari rispetto a quelli derivanti dalla partecipazione medesima”.
Nel frattempo, il Comune aveva già avviato la procedura di recesso, sulla base della delibera di aprile, ma la Giunta ha deciso di fermarla per seguire comunque gli indirizzi espressi dal Consiglio comunale. Il sindaco Muzzarelli ha annunciato, quindi, che nelle nelle prossime settimane verrà sottoposta al Consiglio una proposta di delibera per la modifica della revisione straordinaria già approvata, che preveda, appunto, il mantenimento della partecipazione del Comune di Modena in Banca Etica.


