
Ha preso la parola per primo il vescovo Erio Castellucci, sottolineando lo stretto legame di don Morandi non solo con la Chiesa di Modena, ma anche con la cattedrale stessa, domus Clari Geminiani. Ed è proprio la croce di san Geminiano il dono della comunità diocesana; la stessa è impressa anche sull’anello episcopale, dono del vescovo Castellucci.
La celebrazione, solenne e molto partecipata, è stata animata dalla cappella musicale del Duomo, diretta dal maestro Daniele Bononcini.
mons. Angelo De Donatis, che ha presieduto la liturgia, nell’omelia, ha evidenziato che la missione di don Giacomo “non è una missione astratta, sradicata dalla realtà, fuori dalla vita quotidiana, neanche per una persona chiamata a servire il Signore e la Chiesa attraverso l’impegno negli uffici di Curia” perché “il suo fine è quello missionario: portare il vangelo fin ai confini del mondo”.
Erano presenti 150 sacerdoti, di cui 80 della diocesi di Modena.
Dopo la liturgia, la festa condivisa nel chiostro del Seminario.


