
COMMERCIO AL DETTAGLIO (incluso quello ambulante)
Venendo ai numeri dei settori considerati, il commercio al dettaglio in sede fissa ed ambulante in provincia guadagna 8 unità nei primi sei mesi e le imprese attive nel territorio modenese passano quindi da 6.609 di gennaio a 6.617. Una tendenza positiva, che, stando ai primi dati ufficiosi di luglio, sarebbe destinata a consolidarsi.
RISTORAZIONE (BAR e RISTORANTI)
Cresce, in modo più deciso rispetto al primo trimestre, il comparto della ristorazione, dove il numero di imprese passa da 3.589 a 3.625 unità (+36). L’incremento si deve, in particolare, alla performance sulla città capoluogo, dove le imprese sono passate da 1.073 a 1.087, soprattutto grazie agli effetti positivi generati da Modena Park.
MEDIATORI IMMOBILIARI
Continua ad essere buono l’andamento del comparto delle attività di intermediazione immobiliare, che guadagna 27 imprese: la relativa consistenza numerica passa da 3.048 a 3.075 unità. Valori, questi, che riflettono la crescita delle compravendite immobiliari degli ultimi mesi nel settore residenziale e che sono vicini al picco registrato a settembre del 2016 (3.088).
OCCUPAZIONE
Da segnalare, infine, come ad un incremento, seppur lieve, del numero di imprese attive, non sia corrisposto un aumento degli occupati: sul panel di 2300 imprese associate, a fronte di 1.975 assunzioni, ci sono state nel primo semestre 1.962 cessazioni. Su tale fronte, sarà interessante verificare, nei prossimi mesi, che effetto strutturale ha avuto l’introduzione del contratto occasionale in sostituzione dei voucher.

«Nel secondo trimestre», commenta Massimo Gandolfi, dg di Concommercio Modena, «c’è stata una svolta, seppur molto timida, in particolare nel settore del commercio al dettaglio: ci aspettiamo, dalla manovra a livello nazionale, così come dalle politiche fiscali e di investimento sul piano locale, che vengano messi in campo strumenti utili ad alimentare i segnali di vitalità delle piccole e medie imprese modenesi del commercio, turismo, artigianato e dei servizi».
«È evidente a tutti», aggiunge Gandolfi, «che il livello di pressione fiscale in Italia, ormai stabile al 43%, è insostenibile per il nostro sistema produttivo e incompatibile con qualsiasi realistica prospettiva di crescita robusta, diffusa, duratura e dunque l’augurio è che la prossima finanziaria vada nella direzione di ridurre il carico fiscale su imprese e famiglie attraverso una profonda operazione di eliminazione di sprechi e inefficienze che l’aggregato dei consumi pubblici ancora presenta ed un contrasto all’evasione che connota ancora troppe aree del Paese». «Infine», conclude Confcommercio Modena, «speriamo che questo sia l’anno buono per far partire, finalmente, le gare sui servizi delle multiutility e che, dalla sana concorrenza che ne dovrebbe discendere, possano esserci ricadute positive per le imprese e le famiglie modenesi, in particolare sui costi esorbitanti della gestione dei rifiuti».


