
Insieme al vicesindaco di Modena e assessore alla Cultura Gianpietro Cavazza c’erano anche i rappresentanti degli altri 24 Comuni del territorio che hanno aderito al progetto e l’europarlamentare modenese Cecile Kyenge, componente della commissione Cultura del Parlamento Europeo.
La designazione di Matera per l’appuntamento del 2019, infatti, è stata della Commissione europea e ha ottenuto il sostegno del Governo con il progetto “Italia 2019” del ministero dei Beni culturali. Al centro della manifestazione vi è il concetto di “Open future” declinato su cinque ambiti progettuali: “Futuro remoto”, “Radici e percorsi”, “Continuità e rotture”, “Connessioni e riflessioni”, “Utopie e distopie”.
L’alleanza sottoscritta con Modena, dopo un approfondimento avviato lo scorso anno attraverso una scambio di esperienze tra amministratori modenesi e lucani, rappresenta un vero e proprio patto di cooperazione culturale che consentirà di programmare già nei prossimi mesi l’avvio di iniziative che si svilupperanno nel corso del 2018 e del 2019.
Tra le ipotesi, la possibilità per i Comuni modenesi di essere “ospiti” a Matera come partner ufficiale della manifestazione e poi, in questi due anni, scambi didattici e pedagogici tra scuole, scambi per favorire l’emersione di giovani talenti in campo culturale, collaborazioni e co-produzioni, confronto nel campo dell’innovazione, anche nel rapporto con il territorio e il paesaggio, con un riferimento specifico al tema della resilienza riferita in particolare alla capacità di aver affrontato negli ultimi anni terremoto e rischio idrogeologico.
Un’attenzione particolare sarà riservata alle reti e alle relazioni europee sui Festival, sulle esperienze musicale, sui siti Unesco e, più in generale, sui temi artistici e dell’artigianato.
Per l’area del distretto di Sassuolo un aspetto specifico riguarda l’immigrazione dal territorio di Irsina, in provincia di Matera, che ha determinato un forte radicamento della culturale materana.


