
Una soluzione che ha mandato su tutte le furie associazioni di tutela delle donne, una per tutte il Telefono Rosa nazionale, ed anche il sindacato confederale Ugl dell’Emilia-Romagna che per voce del segretario generale Tullia Bevilacqua commenta: “La notizia, che contrariamente a quanto vogliono far intendere in queste ore componenti del governo ed esponenti del Pd, è vera! Si tratta di un duro colpo assestato ai diritti delle donne, e di un’autentica stortura legislativa oltre che un vero e proprio arretramento culturale.
Le statistiche parlano di un aumento delle donne (almeno una su tre) perseguitate da episodi di mobbing e stalking nei luoghi di lavoro e di oltre cento donne in Italia che ogni anno vengono uccise da uomini, conviventi, mariti, amanti o familiari.
Sono migliaia le donne aggredite, picchiate, perseguitate, sfregiate ogni giorno. Quasi 7 milioni, secondo i dati Istat, quelle che nel corso della propria vita hanno subito una forma di abuso.
“E l’Emilia-Romagna non è un’isola felice, siamo in media con queste statistiche – aggiunge Tullia Bevilacqua – e come sindacato siamo intervenuti più volte per denunciare un fenomeno sempre più grave e dagli effetti devastati per il tessuto sociale. Adesso non vorremmo che a questo scenario si aggiungesse un principio detestabile che per gli uomini violenti potrebbe suonare più o meno così: “pago e faccio quello che voglio delle donne””.
L’Ugl Emilia-Romagna chiede formalmente che si escluda dall’articolo 162 ter l’ipotesi di estinzione del reato a seguito di remissione di querela e condotta riparatoria e che si escluda quella che viene definità “una bestialità giuridica” la monetizzazione di una violenza fisica e psicologica come lo stalking.
“Siamo al paradosso: di fronte ad una diminuzione delle risorse accantonate dal governo per i centri antiviolenza ed i servizi territoriali di assistenza alle donne e di minori trasferimenti al fondo per le pari opportunità, si profila anche un ammorbidimento del risarcimento del danno attraverso una misura che vedrà le vittime umiliate e offese due volte con offerte economiche risarcitorie . Nessun risarcimento potrà ripagare il danno fisico e morale inflitto alle donne abusate. Semmai il governo si attivi per garantire pene certe per i colpevoli, piuttosto che sfornare ogni anno provvedimenti ‘svuota carceri’”: conclude il segretario generale dell’ Ugl dell’Emilia-Romagna Tullia Bevilacqua.


