Conti correnti in aumento, anche nei costi






    denaro_euroI conti correnti aumentano. Questa la parola d’ordine di questo fine 2016 in un’ottica sia negativa che positiva. Crescono infatti i depositi effettuati dalle famiglie e dalle aziende italiane ma salgono anche i costi a causa, probabilmente, del recente decreto Salva Banche. Un chiaro/scuro tipico in Italia dove nulla può essere totalmente positivo.

    Positivo come dovrebbe univocamente invece essere il dato evidenziato nell’ultimo bollettino Abi: +45 miliardi di euro depositati rispetto all’anno precedente per una percentuale positive del 3,6% (ottimo l’apporto dell’Emilia Romagna con un +4,4%, quarto ‘risultato’ in Italia’).

    Un dato sicuramente interessante figlio di un’aumentata fiducia da parte degli italiani ed avvalorato anche dalla contemporanea crescita da parte di altri comparti come ad esempio quello dei mutui e dei prestiti (come quelli cambializzati, maggiori dettagli su http://www.spaziomutui.com/prestiti-cambializzati.htm) con la nostra regione anche in questo caso sugli scudi con un +48%. Meno incoraggianti i dati sul lungo e medio termine che offrono ancora un segno ampiamente negativo seppur in contrazione rispetto al valore registrato nell’anno precedente.

    Tutto bene quindi? Come già accennato no, visto il progressivo aumento dei conti correnti e di deposito e che hanno interessato anche i più grandi istituti di credito, con aumenti commissionali od ‘una tantum’ legati, secondo quanto detto dalle stesse banche, all’accrescimento della tutele per i clienti. Ciò ha portato alla crescita, in parallelo, del mercato delle carte prepagate, come Lottomaticard o simili, che garantiscono un maggior controllo dei costi di gestione.

    Differente la posizione del presidente di Intesa SanPaolo Gian Maria Gros Pietro che all’audizione alla Camera di fine settembre ha dichiarato in maniera pressoché perentoria: ‘Noi non lo facciamo e non lo faremo. Nessun costo per questo intervento verrà imputato ai clienti’.

    Una strada auspicabile, questa, ed anche percorribile come dimostra anche il caso della Banca Popolare Sanfelice 1893 che, dopo anni di crisi, grazie ad una gestione oculata da parte di Leonello Guidetti, ex del Banco Popolare, è riuscita a chiudere la semestrale con un aumento superiore all’8%. Non solo sempre secondo le parole del direttore generale si è registrato un aumento dei depositi su conto corrente pari al 4,3% (in linea con l’ottimo dato regionale) e delle commissioni su carte di credito e pos (+9%). Un dato, quest’ultimo, figlio della particolare attenzione che questa piccola banca ha da sempre nei confronti del territorio (in primis del basso modenese).

     

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