
In uno spazio pittorico semplificato, l’artista colloca figure statuarie, piene di mistero. Sono perlopiù coppie di donne accostate di spalle. Gemelle che convivono, ignorandosi. Il tema del doppio non è quindi inteso come completamento di sé, compagno, mezzo di raggiungimento di una coscienza del mondo, ma piuttosto come una presenza disturbante, persistente. Si tratta di un gioco di sguardi. Io ti guardo, tu guardi altrove, o qualcun altro. È tutto un rincorrersi ed evitarsi. Finelli nei suoi lavori cancella deliberatamente un elemento del ritratto convenzionale: il contatto visivo tra l’occhio dello spettatore e quello del soggetto dipinto. I suoi uomini e le sue donne sono infatti sempre privi di connotati, spesso di spalle, e i loro contorni si perdono in sbuffi di colore grigio. Sono corpi che insieme si offrono e si negano, impossibili da cristallizzare nel tempo e nell’esistenza.
Pietro Finelli ‘Ne l’imagine mia’. Testo in catalogo Elisabetta Castellari. Inaugurazione 1 ottobre 2016 ore 18
GALLERIA ANNOVI – Via Radici in Piano 127 41049 Sassuolo (MO)
(Ne l’imagine mia, olio su tela, cm 112X152,5, 2016)


