
Tuttavia l’incremento registrato non è sufficiente a rendere positivo il confronto con il 30 giugno 2015: in tal caso le imprese registrate diminuiscono di 138 unità, pari al -0,2%, identico al dato regionale, ma peggiore di quello nazionale che invece è in aumento (+0,4%).
La movimentazione del secondo trimestre evidenzia un saldo positivo scaturito da 1.101 nuove imprese iscritte e da 780 imprese cessate non d’ufficio.
Il confronto tendenziale (cioè rispetto all’anno precedente) delle diverse tipologie di imprese registrate mostra andamenti piuttosto differenti: le aziende giovanili sono più in calo rispetto alle altre (-3,0%), così come le imprese artigiane (-2,1%), mentre aumentano le imprese femminili (+0,9%) e ancor più le imprese con titolari di origine straniera (+3,9%).
Anche le imprese attive (cioè quelle che hanno dichiarato l’effettivo inizio dell’attività), hanno lo stesso andamento congiunturale delle registrate (+0,4%), tuttavia il confronto tendenziale appare più negativo (-0,6%).
Infine la suddivisione per forma giuridica sottolinea ancora una volta la diminuzione delle società di persone (-2,5%) e delle ditte individuali (-1,2%), mentre perdura l’aumento delle società di capitali (+2,2%) e delle ‘altre forme giuridiche’ (+0,7%) anche se un po’ attenuato rispetto ai trimestri precedenti.
Il raffronto con l’anno precedente del numero di imprese attive per macrosettori di attività è in linea con l’andamento dei trimestri precedenti, cioè risultano in diminuzione le attività manifatturiere (-1,9%), le costruzioni (-1,5%) e l’agricoltura (-1,3%), mentre l’unico macrosettore che mantiene la posizione è quello dei servizi (+0,2%).
Tra i comparti del manifatturiero mostrano segni positivi la ‘fabbricazione di prodotti di carta’ (+3,5%), la ‘riparazione, manutenzione e installazione’ (+2,7%) e ‘l’industria chimica e farmaceutica’ (+2,1%), mentre sono in calo i settori trainanti della provincia come la ceramica (-7,1%), il tessile abbigliamento (-3,4%), la metalmeccanica (-1,7%) e anche l’agroalimentare (-0,3%), che finora non aveva mostrato cedimenti. Cali sensibili anche per l’industria del legno (-3,6%) e la fabbricazione di mobili (-2,4%).
Tra i servizi mostrano trend negativo solamente i ‘trasporti e magazzinaggio’ (-2,0%) e il commercio (-1,0%); tutti gli altri comparti presentano aumenti di imprese. In particolare le maggiori variazioni si riscontrano nella ‘sanità e assistenza sociale privata’ (+5,4%), nei ‘servizi di supporto alle imprese’ (+4,6%) e nella ‘istruzione privata’ (+4,3%).




