
L’ANDAMENTO DEI DIVERSI SETTORI
Vendita al minuto di prodotti alimentari. E’ quello in cui la sofferenza occupazionale risulta maggiore: -2,8%, il saldo tra attivazioni e cessazioni nel secondo trimestre. Si conferma in questo modo una tendenza che evidenzia quanto le MPMI della vendita al minuto di generi alimentari, scontino ancora la persistente debolezza della domanda e la conseguente contrazione dei ricavi, come certificato anche dall’ISTAT.
Pubblici esercizi. Seppur di poco, il segno meno tra assunzioni e licenziamenti è presente anche in questo settore: -0,4%. Comparto che più di tutti denota la diminuzione dei contratti a tempo indeterminato e la crescita dei rapporti a tempo determinato. Ancora in aumento, anche se con una dinamica molto più contenuta rispetto al passato, l’utilizzo dei voucher: utili a quella flessibilità di cui necessita il lavoro svolto nei pubblici esercizi.
Commercio al minuto di prodotti extralimentari. stabilità occupazionale assoluta tra le imprese del minuto extralimentare: il saldo tra attivazioni e cessazioni nel secondo trimestre 2016 è pari a 0. Il settore, nel recente passato, ha registrato un marcato ridimensionamento degli occupati, mentre ora denota una scarsa movimentazione. È la dimostrazione di come questa tipologia di imprese, in fase di assestamento dopo anni di ricavi in forte calo, ancora stentino ad intravvedere una ripresa solida e persistente.
Commercio all’ingrosso. E’ l’unico ambito in cui il numero degli occupati cresce: +0,9% il saldo tra assunzioni e licenziamenti nel periodo aprile-giugno 2016. Le imprese dell’ingrosso, che registrano mediamente un aumento dei fatturati, sono in fase di adeguamento degli organici. Anche se prediligono stipulare contratti a tempo determinato, per conservare la necessaria flessibilità a fronte delle oggettive difficoltà nella programmazione a medio lungo termine.
“E’ fin troppo nitido l’effetto prodotto dai tagli delle agevolazioni contributive operate dalla Legge di Stabilità 2016 – che riduce in maniera significativa la decontribuzione sui nuovi contratti a tempo indeterminato – e dalle persistenti difficoltà delle imprese (e non solo) nel leggere le prospettive della nostra economia – fa notare Confesercenti Modena – Risulta sempre più urgente quindi uscire da questa fase di stagnazione che sussegue la lunga crisi iniziata nel 2008 e che ha portato ad un drastico calo dell’occupazione. C’è urgente necessità interventi strutturali, stabili e duraturi per creare le condizioni per una vera ripresa della domanda interna e dei consumi, attuando idonee politiche fiscali. Per rilanciare l’occupazione, anche nelle piccole e piccolissime imprese, non sono poi più rinviabili forti interventi per sostenere e stimolare l’erogazione del credito, in modo da incentivare gli investimenti e l’innovazione, leve fondamentali per creare occupazione stabile. Occorre infine sostenere le politiche della formazione, in particolare per i giovani, soggetti come certifica l’ISTAT, maggiormente in difficoltà a trovare occupazione”.


