
A nulla sono valsi i ripetuti appelli delle Organizzazioni Sindacali affinchè fosse predisposta un’organizzazione mirata dell’accoglimento anche per questi detenuti ma, soprattutto, che essi potessero essere seguiti adeguatamente dal punto di vista sanitario, visto che anche per questi detenuti i problemi di tossicodipendenza sono la causa principale di atti di insofferenza soprattutto verso i preposti alla vigilanza. Negli ultimi giorni la situazione è peggiorata anche a causa di una serie di criticità strutturali a partire dagli impianti elettrici e idraulici, che puntalmente sono stati segnalati dagli agenti.
In tal senso anche nello scorso autunno le delegazioni sindacali modenesi, nel corso di appositi incontri presso il Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, avevano rappresentato i problemi esistenti e previsto tutte le inevitabili conseguenze a cui si sarebbe andati incontro nel caso in cui le rassicurazioni fornite non si fossero tradotte in fatti.
Lo sconforto e il senso di abbandono dei lavoratori e delle lavoratrici del corpo di polizia penitenziaria sono i sentimenti prevalenti che esplodono in tutta la loro drammaticità quando iniziano il turno di servizio.

Per i prossimi giorni sono previste ulteriori azioni di protesta e sarà formalizzata una richiesta di incontro al Prefetto di Modena e al Provveditore Regionale affinchè da parte del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria vengano avviate tutte le iniziative utili a rimuovere una situazione che non può più essere tollerata.


