
“I produttori sono sul baratro ed alle prese con mille difficoltà – segnala Cervi -: il blocco delle esportazioni verso la Russia, la fluttuazione degli acquisti dall’Oriente e le logiche commerciali al ribasso dei prezzi del latte alla stalla, creano questa crisi paurosa del comparto. Occorrono quindi misure urgenti per affrontare l’impasse del settore lattiero-caseario e tutelare le imprese agricole. Questo scenario ha imposto alla Cia-Agricoltori italiani di denunciare la situazione, un vero grido d’allarme per il settore che è racchiuso in una simbolica e pacifica marcia di allevatori e bovini, nei pressi del mercato del bestiame di Carmagnola”.
“Certamente -continua il presidente Cia- apprezziamo l’impegno del Governo italiano e del ministro Martina a sostenere la liquidità degli allevamenti con l’aiuto straordinario di 25 milioni d’euro e l’aumento della compensazione Iva al 10%. Ma non basta. Perché la situazione globale ed europea dei mercati necessita di politiche d’intervento di più ampio respiro”.
“Ecco quindi – conclude Cervi – le richieste più urgenti che sottoponiamo al Governo: rendere fruibili da subito le risorse del “Fondo Latte” per la ristrutturazione dei debiti e l’aumento di liquidità delle imprese; accrescere il valore del “de minimis” agricolo almeno fino a 50 mila euro; sospendere il pagamento degli oneri previdenziali a carico delle aziende per i lavoratori dipendenti del settore”.


