
“Tra l’altro dal verbale non c’è evidenza di questa presunta dock station… Non abbiamo motivo di ritenere inoltre – prosegue Lapam – che il signor Laiso, associato alla nostra confederazione da sempre e persona stimata e conosciuta a livello locale, abbia dichiarato il falso tenendo, un ‘comportamento illegittimo dal punto di vista giuridico ma anche eticamente vergognoso’ come scrive Lei. Naturalmente, essendo di fronte a due versioni contrastanti e inconciliabili, non possiamo nemmeno accertare che la versione dei fatti che Lei riporta non sia corretta. Tuttavia come associazione di rappresentanza, fino a prova contraria, è nostro dovere tutelare l’associato nelle sedi e con gli strumenti opportuni”.
L’associazione richiama anche le dichiarazioni uscite nei giorni scorsi da parte della sede di Fiorano: “In quelle stesse dichiarazioni si parla di ‘malinteso’ e del fatto che ci pare opportuno che il clamore mediatico si spenga. Clamore mediatico che non è stato certo alimentato da noi: siamo stati interpellati dagli organi di stampa e dal nostro associato. Quanto ai canali social (che Blandini richiama nella sua mail), né l’artigiano in questione né la nostra associazione possono essere ritenuti responsabili dei commenti e dei contenuti riportati”.
Lapam, inoltre, ha interpellato sulla questione Confartigianato nazionale.


