
Borelli ha sottolineato l’elevata qualità della ceramica italiana (“in 30 anni la produzione è aumentata di 16 volte ma noi ci confermiamo al primo posto in valore del commercio internazionale con una quota del 32%”) e ha ricordato come le aziende italiane abbiano saputo internazionalizzarsi, soprattutto in Europa e Stati Uniti (17 società estere controllate da 10 gruppi ceramici italiani, per un fatturato totale di oltre 715 milioni di euro) per avvicinarsi maggiormente ad aree strategiche, producendo in loco per il mercato locale.
La qualità del prodotto si raggiunge solo con investimenti costanti che ogni anno sfiorano il 6% del fatturato (286 milioni di euro) e che riguardano principalmente il rinnovamento di impianti e la ricerca sui prodotti. “Dopo la monocottura, il grès porcellanato e la decorazione digitale – ha sottolineato Borelli – ora la rivoluzione riguarda le lastre ceramiche che arrivano addirittura a 5 metri di lunghezza. Accanto agli spessori sottili, sempre più importanza rivestono le piastrelle di oltre 2 cm di spessore, autoposanti e adatte all’arredo urbano”.
“Il Cersaie è la fiera in assoluto più importante del mondo – ha concluso Borelli – perchè racchiude in 5 giorni tutti gli operatori professionali dell’intera filiera, comprendendo anche comparti come legno, pietre naturali e marmi che si affiancano alle tradizionali piastrelle di ceramica e arredobagno”. Con oltre 100.000 visitatori, il 47,4% dei quali esteri, e quasi 900 espositori, si conferma appuntamento imperdibile per il mondo del trade e dell’architettura. E proprio agli architetti è rivolto il programma culturale delle conferenze, che ha visto negli ultimi anni la partecipazione di ben 7 Premi Pritzker.
Nella foto da sinistra: il Sindaco di Sassuolo Claudio Pistoni, il Presidente di Confindustria Ceramica Vittorio Borelli e il Presidente del Rotary Sassuolo Mario Mirabelli


