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A tre anni dal terremoto un breve quadro sulla situazione dei lavori per la Chiesa modenese





A tre anni dal sisma che ha colpito la Bassa Modenese il punto sul percorso  di ricostruzione che si  sta realizzando. Per quanto riguarda le strutture diocesane, chiese, opere parrocchiali, scuole materne, si è  definita la necessità di 110 interventi, per un danno  complessivo valutato dal Ministero in  121 milioni di euro.  Nel piano di ricostruzione 2013/2014 sono inseriti 50  interventi diocesani, per circa 40 milioni  di  Euro.

Il primo anno è stato interamente dedicato alla messa in sicurezza, per la salvaguardia dei beni danneggiati dal sisma, oggi è  in corso  la ricostruzione.

Sono 9  gli interventi  finiti, o che saranno terminati a breve: la parrocchiale di Bastiglia, il santuario di San Clemente,  la chiesa del Seminario di Finale Emilia, il santuario degli Obici, sempre a Finale, la parrocchiale di Soliera, la Pieve di Nonantola, San Pietro e San Pio  X a Modena, la parrocchiale di Ravarino. Nelle prossime settimane si aprirà il cantiere a San Lorenzo della Pioppa,  entro il 2015 è previsto l’avvio dei lavori a Rivara e all’Abbazia di Nonantola.

Le chiese di Modena di proprietà della diocesi  colpite dal terremoto,  grazie agli interventi  di messa in sicurezza e pronto intervento,  sono tutte aperte al culto, in sicurezza, ad eccezione del Santuario della Madonna del Murazzo. Per le chiese danneggiate inoltre  siamo già  in fase avanzata del progetto  esecutivo: parliamo delle chiese di San Francesco, Duomo, San Domenico, San Giorgio, San Matteo, Santa Maria di Mugnano  e San Bartolomeo.

Non  possiamo  dimenticare, in questo anniversario,  che ai danni  del terremoto si sono sommati quelli dell’alluvione del  gennaio  2014.  Le chiese e gli edifici nei comuni di Bastiglia e Bomporto hanno subito  danni: le due scuole materne sono state riaperte, per gli altri lavori sono  già stati presentati i progetti.

Nuove chiese provvisorie sono state costruite a Villafranca, Medolla e San Felice.

Nei mesi immediatamente successivi al sisma, per rispondere alle necessità delle comunità colpite, sono stati costruiti 9 Centri di comunità, grazie a Caritas italiana e ad altri contributi; si tratta di  edifici per il culto, per fornire un’abitazione al sacerdote, una sede alla Caritas o all’asilo parrocchiale: i centri sono  a Finale Emilia, Solara, San Prospero, Cavezzo, Stuffione di Ravarino, San Felice sul Panaro, Camurana di Medolla e Massa Finalese. Proseguono  le relazioni   di amicizia e scambio nate con le delegazioni Caritas che hanno sostenuto in quei  giorni le diverse comunità  parrocchiali attraverso i gemellaggi.

Dal momento che la diocesi è l’ente di riferimento per tutti i lavori necessari, è stata equiparata agli enti pubblici come centrale appaltante. Pertanto è stato istituito un Ufficio Ricostruzione post sisma, coordinato dal diacono Mimmo Ferrari.