Home Carpi Consiglio comunale di Carpi, una risposta a tre interrogazioni sull’amianto

Consiglio comunale di Carpi, una risposta a tre interrogazioni sull’amianto





In apertura della seduta del Consiglio comunale di Carpi di ieri, giovedì 27 novembre, l’assessore all’Ambiente Simone Tosi ha risposto a tre interrogazioni di altrettanti esponenti di gruppi consiliari sul tema amianto. In particolare Cristian Rostovi (capogruppo di Ncd-FdI-An) aveva domandato lumi alla Giunta sulla sperimentazione di una sostanza che contenga il rilascio delle fibre di asbesto nella rete acquedottistica, Francesco Lodi (Pd) sulla situazione operativa dello Sportello amianto e Luca Severi (Movimento 5 Stelle) infine in merito alla sostituzione della rete idrica in cemento amianto.

“Voglio dichiarare – ha detto in premessa Tosi – che la recente sentenza sul tema Eternit mi ha lasciato sbigottito, perché non si può vivere con l’incubo della prescrizione, vanno cambiate le norme. Non può esistere una prescrizione che impedisce di dire cosa sia giusto o no. Non è che se passa il tempo si cancella qualcosa. Non è possibile su alcune vicende avere regole che col tempo fanno saltare la domanda di giustizia, perché ci sono dei dolori che non hanno tempo. La legge sulle prescrizioni va cambiata e velocemente soprattutto per i reati ambientali”

“La sperimentazione – ha proseguito – non è ancora stata avviata perché AUSL ha chiesto integrazioni ad AIMAG sul  composto alimentare utilizzato per la creazione del BIOFILM che dovrà separare i tubi dall’acqua. Il trattamento all’acqua in rete non è ancora stato avviato perché AUSL sta valutando le documentazioni trasmesse da AIMAG sul composto alimentare utilizzato per la creazione del BIOFILM che consentirà l’eliminazione del fenomeno della cessione delle fibre di amianto dalle pareti dalle tubazioni. Il trattamento dell’acqua in rete doveva essere avviato, secondo il crono-programma deciso insieme ad AIMAG e AUSL a fine agosto-metà settembre ma, in ragione di un maggiore livello di approfondimento che si è deciso di adottare, la tempistica è slittata in avanti. Sono diversi gli incontri che si sono susseguiti da gennaio. Ricordo che, a seguito della comunicazione alla città della presenza di fibre di amianto nella nostra rete idrica, si diede vita ad un gruppo tecnico-scientifico per analizzare il fenomeno ed individuare le possibili soluzioni perché è sempre stata nostra precisa intenzione non minimizzare il problema. Infatti pur non avendo mai ricevuto una comunicazione sulla pericolosità per la salute umana dovuta al livello di concentrazione dalle fibre, è nostra intenzione non sottovalutare e risolvere il problema. Il gruppo tecnico-scientifico si è impegnato a lavorare su 2 versanti: il primo è quello di avviare una metodologia ed un sistema per creare il BIOFILM che consentirà l’eliminazione del fenomeno della cessazione delle fibre di amianto dalle pareti dalle tubazioni; Il secondo invece è quello di chiedere ad AIMAG uno studio di fattibilità sulla sostituzione delle tubature in cemento amianto. Per dovere di cronistoria ricordo che a gennaio abbiamo inviato ad AUSL la relazione del Gruppo di lavoro che, a sua volta, AUSL ha inviato all’Istituto Superiore di Sanità. Tutta la documentazione di questa fase è stata riportata sul nostro sito nella sezione specifica relativa all’amianto nell’acqua. Tutti gli incontri ai quali il Comune è stato presente sono stati seguiti da comunicazioni ai media”.

“Successivamente all’incontro con il Sindaco Bellelli del luglio scorso – ha continuato Tosi – si era deciso che per gli aspetti tecnici si sarebbe creato un canale di comunicazione diretto AUSL-AIMAG. Per quanto riguarda il trattamento finalizzato alla creazione del BIOFILM, il 17 novembre AIMAG ha fornito gli ultimi documenti richiesti ed a questo punto l’iter che riguarda la purezza dei prodotti che verranno utilizzati – una delle richieste di approfondimento avanzate dall’ISS ad AUSL –  può dirsi concluso. Rimane ad oggi, come ultimo step, la conclusione dell’iter per l’ultima richiesta che l’Istituto Superiore di Sanità aveva avanzato, ovvero il sistema di monitoraggio della formazione del BIOFILM. AIMAG ha già prodotto questo documento, che è al vaglio dell’ISS, e solo in seguito al parere che rilascerà quest’ultimo potremo avviare la metodologia sulla condotta 350. Ovviamente ne daremo ampia informazione alla città e al Consiglio. E’interesse di questa amministrazione che l’avvio di questa metodologia avvenga garantendo in primis la salute dei cittadini, obiettivo condiviso ovviamente da AUSL e dalla stessa AIMAG, quindi l’avvio avverrà solo dopo parere positivo dell’ISS. Sul Piano di sostituzione delle tubature, ad oggi abbiamo un conto economico preciso che viaggia sui 70 milioni di euro, divisi in 50 milioni per la sostituzione delle tubature e 20 milioni per la sostituzione dei rifacimenti tra le condotte sostituite e le abitazioni private. Lo studio di fattibilità ovviamente non è questo, è in corso di realizzazione una suddivisione degli interventi in zone omogenee del territorio, con importi simili di intervento, poi dovremo decidere insieme al Consiglio e alla città l’arco temporale sul quale intervenire e dove trovare le risorse necessarie per l’intervento: infine si dovranno decidere le priorità, ovvero da dove iniziare e dove finire. Voglio ricordare che stiamo parlando di oltre 200 km di tubature quindi nel crono-programma dovremo decidere le modalità operative per permettere non solo una sostenibilità economica, ma anche infrastrutturale, ovvero riuscire ad operare senza bloccare la mobilità cittadina. In questo piano non sono state considerate le eventuali criticità che si potrebbero riscontrare quando si interviene: faccio un esempio per farmi capire. Mentre scaviamo per la messa in posa delle tubature ci accorgiamo che una parte della fognatura è rotta o necessita di un intervento, come procediamo? La mia personale idea è quella di procedere alla sistemazione o sostituzione, ma questo fa lievitare i costi e non di poco…Crediamo di essere nelle condizioni di poter presentare il Piano prima della fine dell’anno e ci piacerebbe poterlo fare contestualmente all’avvio della  metodologia per la creazione del BIOFILM, in modo da poter dire che assieme ad una soluzione ‘tampone’ prenderà il via una soluzione radicale e definitiva, ovvero quella della sostituzione delle tubature”.

“Per questo motivo – ha proseguito l’assessore – assieme al settore Scuola dell’Unione delle Terre d’Argine si è deciso di proseguire con la ‘sperimentazione’ dell’acqua in bottiglia permettendo a quelle famiglie che lo riterranno opportuno di fornirla ai propri figli e di continuare per gli altri l’uso dell’acqua del rubinetto. Sul tema sostituzione coperture in cemento amianto invece abbiamo operato fino ad ora in questo modo; abbiamo raddoppiato i quantitativi che si possono auto-smaltire gratuitamente, con le modalità e procedure previste dalla legge, passando dai 12 mq ai 24 mq: poi per la prima volta nel Bilancio del nostro Comune abbiamo chiesto la predisposizione di un fondo di 40 mila euro da destinare ad incentivi per la sostituzione delle coperture in cemento amianto. Questo incentivo si aggiunge a quelli previsti dallo Stato del 50% sulle detrazioni fiscali. Incentivo che ci impegniamo a confermare per tutto il mandato, quindi 200 mila euro in 5 anni. Infine sul  lavoro del progetto Sportello amianto va detto che sta dando esiti positivi e che la collaborazione Comune-CORA sta dando ottimi risultati; qui voglio pubblicamente ringraziare i volontari ed il Settore Ambiente del Comune. Dall’istituzione dello Sportello sono aumentati in modo considerevole le segnalazioni e gli esposti, passando da 1 a 3-4 al mese, mentre rimangono poco significative le richieste di informazioni da parte dei cittadini. Ad oggi la mappatura del territorio ha coinvolto 12 zone statistiche su 22 della zona urbana e 2 delle 10 zone extraurbane. Sono stati censiti circa 336 edifici per una superficie di 110.000 mq di coperture in amianto che sono pari a 1600 tonnellate. Siamo più o meno a metà del territorio mappato quindi è prevedibile che alla fine della mappatura ci troveremo di fronte a numeri importanti, senza considerare la zona industriale. Lo Sportello è stato dotato di postazione informatica, mail dedicata e numero di telefono, e dalla sua istituzione si sono messi in campo diversi incontri con AUSL ed AIMAG per verificare le modalità operative. Ricordo che il procedimento è il seguente; mappato l’edificio si manda una comunicazione di cortesia ai proprietari ricordando cosa devono fare a norma di legge. Sugli esposti mandiamo una comunicazione ad AUSL che esce a verifica se si tratta di amianto; nel caso affermativo si chiede di fornire copia della relazione dello stato di mantenimento delle coperture; dove si rendesse necessario, ovvero dove è evidente il rischio per la salute, si procede con provvedimento contingibile ed urgente a ordinare la bonifica. Ad oggi lo Sportello amianto vede la collaborazione dell’associazione CORA con  la quale abbiamo sottoscritto una convenzione, ma hanno fatto richiesta di collaborare sia ONA che il Comitato No amianto ai quali è stata chiesta copia dello Statuto, dell’atto costitutivo ed informazioni sul numero dei volontari che potrebbero essere impiegati. Nel caso – ha concluso Tosi – le valutazioni da entrambe le parti siano positive si procederà con la stipula di una convenzione”.

In sede di controreplica il consigliere Rostovi ha spiegato che si sarebbe aspettato una maggiore sollecitazione nei confronti di AIMAG e AUSL per arrivare a dei risultati sottolineando poi come ad aprile 2014 il consulente di Aimag Melchiorre avesse detto che la sostanza che si voleva immettere in rete era ampiamente testata, “cosa che appare in contraddizione con il fatto che solo il 17 novembre è arrivata dalla multiutility l’ultima documentazione su di essa”. Il consigliere Severi si è detto non soddisfatto delle parole di Tosi perché a suo parere questa replica “non ha detto nulla di nuovo e ha dato risposte non definite”. Lodi infine si è detto invece soddisfatto della replica dell’assessore spiegando però che l’AUSL ha un diritto-dovere di fare proprie analisi, ma anche che “l’azienda sanitaria dovrebbe essere pressata di più per velocizzare le proprie risposte e prendendosi le proprie responsabilità”.