Home Modena Modena, Enrico Aimi (PDL) interviene nuovamente sul tema immigrazione

Modena, Enrico Aimi (PDL) interviene nuovamente sul tema immigrazione






“Il simpatico Baruffi, mollati gli estivi secchiello e sabbiosi castelli accusatori, ha fatto un salto di qualità: nell’argomentare è passato dalla paletta al badile. Ne prendiamo atto. Peccato, però, che insieme ai compagni Trande e Boschini, lanciando sul centrodestra “bombe non intelligenti” fatte di numeri , dati e generiche accuse, si sia dimenticato (volutamente?) un paio di passaggi”.

“Da un lato di natura prettamente matematica, dall’altro di respiro strettamente politico. Nessun problema: con calma proviamo, cifre alla mano, a dare una rinfrescatina alla nostra memoria facendo un po’ di chiarezza su certe strumentali disamine”. Inizia così la replica del Consigliere regionale del PDL Enrico Aimi alle accuse mosse al centrodestra dai vertici del PD modenese in materia di immigrazione. “Partiamo dai numeri e dalle città citate a modello: i compagni – ha subito rilanciato l’esponente pidiellino – affermano che alcune realtà governate dal centrodestra non sarebbero da meno rispetto a Modena che, anzi, a detta loro, avrebbe una minor crescita di stranieri sul territorio. Nulla di più inesatto. Nello specifico, ad esempio nel triennio 2006-2008, abbiamo nell’ordine Verona che segna una crescita di stranieri del + 32,9%, Treviso + 23,3%, Bergamo + 30,6%, Brescia + 23,9% e dulcis in fundo Modena che, ultimissimi dati alla mano forniti da un raggiante Sabattini, svetta con un meraviglioso + 41,8%. La nostra provincia è infatti passata dai 59.944 stranieri regolari del 2006, agli oltre 85.000 di quest’anno. Peccato, dunque, che i nostri amministratori abbiano saltato a piè pari i dati relativi alle province. Ma la cosa ancor più stravagante è che abbiano deciso di puntualizzare un passaggio centrale: la gestione politica di queste realtà. La triade della statistica a vuoto, ha infatti raccontato in fretta e furia che si tratta di realtà, ad eccezione ovviamente della rossa Modena, governate dal centrodestra, omettendo un passaggio cruciale: il recentissimo cambio della guardia nelle città prese a modello. Verona, infatti, è stata governata in Comune dal centrosinistra fino ad oltre la metà del 2007. Di lì in poi, grazie al centrodestra tutto, la città ha registrato una frenata sul trend di crescita degli stranieri sul territorio del 40%. L’esatto opposto dei dati modenesi . Passando a Bergamo, la musica non cambia: la città e il comune sono stati appannaggio politico della sinistra fino alla metà del 2009 e pertanto anche in questo caso si e’ improvvidamente argomentato. Da notare, però, che il trend di crescita in questo caso, sempre nel triennio 2006-2008, non solo è rimasto inalterato, ma è anche aumentano di quasi una ventina di punti percentuali. Ma andiamo pure avanti e siamo a Brescia: che sbadati dall’ufficio statistiche del PD, non si sono avveduti, bontà loro, che la città lombarda è stata guidata dalla sinistra in Comune fino all’inoltrato 2008 e in Provincia fino ad oltre la metà del 2009. Anche in questo caso, il trend si è costantemente mantenuto su andamento di crescita. C’è poi Treviso, a differenza di tutte le altre realtà prese ad esempio, sempre a guida del centrodestra, e infatti è l’unica provincia che segna un andamento di netta frenata alla crescita di immigrati sul territorio. Infine si arriva a Modena, città amministrata dalle sinistre, giusto giusto da una sessantina d’anni, dove, come detto, la crescita e l’aumento di stranieri procedono a ritmo serrato, con andamento esponenziale: qui a grafico si può parlare quasi di “curva verticale” con un rotondo segno più’ davanti. Ciò detto, qualcuno farebbe meglio a controllare meglio i dati prima di fornirli evitando così di dover poi raccontare che per una mera dimenticanza, tutte le città prese a modello sono state governate proprio dalla sinistra pressochè fino all’altro ieri. Problemi di memoria? Non e’ dato saperlo. Forse sì, visto che lanciando nella polemica come un boomerang Muammar Gheddafi, si sono anche dimenticati di quando quest’ultimo, non molto tempo fa, definì nell’ambito di alcuni appuntamenti istituzionali a livello internazionale, “D’Alema, un fratello” e “Prodi, un carissimo amico”. A volte sembra che il tempo non sia mai passato – ha concluso Aimi – e mi torna alla mente una vecchia barzelletta di quel bambino che, tornando a casa da scuola dice con il papa’ – comunista vecchio stampo – che i coccodrilli volano. Ma cosa dici, chi Te lo ha detto? Chiede incredulo il genitore; me lo ha detto il maestro che lo ha letto sull’ Unità. Pronto il padre ” beh, proprio volare non lo so…svolazzano.” Un po’ come i numeri e le statistiche dei nostri oppositori, molto pronti al rimbrotto, poco al calcolo”.

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