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Alla facoltà di Ingegneria di Modena in una sola sessione di laurea taglieranno il traguardo 148 studenti






Sfornata eccezionale di nuovi ingegneri alla facoltà di Ingegneria di Modena dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia. Non era mai successo che in una sola sessione di laurea, quella che si svolgerà in due giorni tra giovedì 15 e venerdì 16 aprile, tagliassero il traguardo contemporaneamente ben 148 studenti, un numero davvero ragguardevole se si pensa che mediamente da questa facoltà escono ogni anno 400-450 ingegneri.

L’anno scorso coloro che hanno conseguito il titolo di laurea erano stati 474, mentre nel 2008 l’avevano conquistato in 409 e nel 2007 coloro che avevano concluso il corso di studi erano stati 437.

La sessione di laurea dei prossimi giorni che si tiene preso la sede di via Vignolese 905 a Modena, quindi, rappresenta una circostanza particolarmente di festa per la facoltà che sarà impegnata praticamente senza soluzione di continuità per due intere giornate dalle 9.00 del mattino fino al tardo pomeriggio con tutti i docenti mobilitati a garantire la regolarità di presenza delle varie commissioni nelle aule, dove si svolgeranno le discussioni, o impegnati come relatori accanto ai ragazzi che dovranno presentare le proprie tesi.

“Sono particolarmente soddisfatto dei risultati fin qui conseguiti, non solo in termini di numeri, ma anche di qualità dei lavori di tesi svolti” commenta il Preside della facoltà prof. Giuseppe Cantore. “Segnalo che la gran parte delle tesi derivano da problemi concreti posti da aziende del territorio presso le quali molti tesisti hanno svolto lo stage”.

Dal punto di vista organizzativo lo sforzo sarà notevole ed il Campus universitario di Ingegneria pullulerà non solo per la presenza dei protagonisti di queste giornate, studenti e docenti, ma anche dei numerosi parenti ed amici che non vorranno perdersi uno dei momenti più importanti della vita di questi giovani.

Per la stessa realtà economico-industriale locale l’immissione di 148 nuovi ingegneri può costituire un fondamentale contributo al rilancio delle prospettive di sviluppo e competitività del sistema che sarà messo nelle condizioni di attingere a nuove figure professionali altamente preparate e pronte a fare il loro ingresso nel mercato del lavoro.

Gli stessi dati occupazionali resi noti dal Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea che ha fotografato la situazione a un anno dal conseguimento del titolo di studio per i laureati del 2008 dimostra ancora, nonostante un preoccupante aumento della disoccupazione tra i laureati italiani che è passato dal 16,5%al 22% rispetto all’anno precedente di indagine per i laureati di primo livello e dal 14% al 21% tra quelli di secondo livello (specialistici o magistrali), che la laurea in ingegneria è una di quelle che offre maggiori opportunità di impiego e lavoro. Infatti rispetto ad una media di disoccupazione generale per quanto riguarda l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia (sempre ad un anno dalla laurea) dell’11,9% gli ingegneri a spasso dopo un anno dalla laurea (laureati nel 2008 che nel 2009 ancora cercavano) erano il 4,2% tra quelli di primo livello ed il 3,2% tra quelli di secondo livello con tassi di occupazione particolarmente brillanti: 40,3% nelle triennali, poiché molti scelgono di continuare gli studi con una laurea di secondo livello, e 96,1% nelle specialistiche/magistrali, quasi la metà dei quali (48,5%) ha un lavoro stabile.

Quanto ai guadagni, forse le retribuzioni medie non sono probabilmente adeguate se si pensa che il salario medio di ingresso per un ingegnere dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia è di 1.109 euro (983 con la triennale e 1.215 con la specialistica), anche se in questo caso la differenza di genere è davvero quasi inavvertibile: 1.075 per le donne (930 con la triennale e 1.241 con la specialistica) e 1.116 per gli uomini (995 con la triennale e 1.211 con la specialistica).

“Sarebbe certamente auspicabile un maggior riconoscimento retributivo per ragazzi che hanno affrontato studi onerosi ed impegnativi – sottolinea il prof. Giuseppe Cantore – ma in questo momento di difficoltà per l’intero Paese resta la soddisfazione di poter dare un significativo contributo all’innovazione ed alla produzione industriale”.

Più nello specifico i nuovi laureati saranno: 51 nelle 6 triennali che compongono l’offerta formativa della facoltà (Ingegneria Civile ed Ambientale, Ingegneria dei Materiali, Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni, Ingegneria Informatica e Ingegneria Meccanica); 97 nelle 6 specialistiche/biennali o magistrali/quinquennali (Ingegneria dei Materiali, Ingegneria del Veicolo, Ingegneria Elettronica, Ingegneria Informatica, Ingegneria Meccanica, Ingegneria per la Sostenibilità Ambientale).

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