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Domenica seduta straordinaria del Consiglio Comunale di Fiorano

Domenica 21 marzo 2010, alle ore 10, presso il Teatro Astoria, si è svolta una seduta straordinaria del Consiglio Comunale di Fiorano Modenese per celebrare il 150° anniversario della erezione del paese alla dignità di comune, con la presenza e la partecipazione attiva del Consiglio Comunale dei Ragazzi e di una rappresentanza di bambini delle classi quinte delle scuole primarie.

All’ingresso uno strillone distribuiva una copia di un immaginaria gazzetta Flos Frugi del 25 marzo 1860 con le notizie di quei giorni.

La seduta, davanti a una platea gremita, si è aperta con una rappresentazione teatrale, a cura dell’Accademia della Stravaganza, che ha riproposto la prima seduta di Giunta Comunale, svoltasi il 28 marzo 1860,.

Dopo il saluto di Elisabetta Valenti, presidente del Consiglio Comunale, è intervenuto il Sindaco, Claudio Pistoni, i consiglieri Marco Biagini, Davide Camellini, Innocenzo Capano, Graziano Bastai e Riccardo Amici in rappresentanza dei gruppi consiliari.

Per il Consiglio Comunale dei ragazzi è intervenuto il sindaco Giulia Montorsi e tre ragazzi per le quinte classi delle scuole elementari.

E’ stata quindi consegnata alla famiglia di Maria Mescoli una targa in ricordo del primo assessore donna del comune, eletta nel 1946. A lei sarà intitolata la Sala Consiliare. La conclusione della seduta è stata annunciata dai rintocchi della campana della comunità, installata sul campanile della parrocchiale San Giovanni Battista. Dopo la seduta è stato possibile visitare la mostra “La città di ieri, di oggi e la città immaginata”, sugli elaborati realizzati dai bambini delle classi quinte e dal Consiglio Comunale dei Ragazzi, nell’ ambito del percorso artistico-espressivo “L’arte per educare alla cittadinanza attiva”, a cura degli insegnanti e degli atelieristi di Artebambini, e la mostra “Tra Regno e Repubblica. I 150 anni della Provincia di Modena”, curata dall’Amministrazione.

ALCUNE PARTI DELL’INTERVENTO DEL SINDACO CLAUDIO PISTONI

…Da allora sono passati 150 anni; per un secolo, il cammino di Fiorano è stato graduale, nella scia della cultura agricola e di un profondo legame con la terra che risale ai primi insediamenti della cultura eneolitica, in un paesaggio tanto bello da essere considerato luogo di villeggiatura, ma nonostante tutto non sufficiente per garantire il benessere a tutti.

Nel 1860 l’unica industria era la Fornace Carani e questa situazione non mutò fino al secondo dopoguerra del Novecento, quando lo sviluppo della ceramica ha trasformato il nostro comune in un polo industriale di rilevanza internazionale, che accoglie gente proveniente da metà delle province italiane e da una sessantina di nazioni.

Dopo l’esplosione demografica degli anni Sessanta e Settanta, abbiamo scelto uno sviluppo graduale, più a misura di uomo e di ambiente, basato sulla riqualificazione e non sulla cementificazione del territorio, continuando quell’opera di ridisegno urbanistico che il boom industriale aveva pesantemente compromesso.

Siamo cresciuti anche come coscienza della nostra identità, della nostra storia e dei nostri valori; abbiamo infatti scritto nello Statuto i principi base sui quali costruire il nostro sviluppo: la libertà, l’eguaglianza, la solidarietà, la giustizia, la centralità dell’uomo e della vita, la famiglia, il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i cittadini, in quanto singoli, associati, enti o personalità giuridiche, all’organizzazione politica, economica, sociale e culturale del paese.

Riconosciamo che il Comune è nato dalla aggregazione delle diverse comunità del suo territorio: Fiorano, Spezzano, Cameazzo, Ubersetto e Nirano; occorre salvaguardare le diverse culture che esse rappresentano perché costituiscono una ricchezza in quanto radici e espressione di identità territoriale.

Ma soprattutto siamo coscienti che la nostra storia è stata costruita dalle persone, dal contributo che ognuno dei nostri antenati, e dei nostri padri ha dato e dal contributo che ognuno di noi sta stando oggi. Se i Malmusi, i Menotti, i Campori, i Cuoghi, i Malatesta furono i protagonisti che consentirono l’erezione di Fiorano a Comune, numerosi altri furono i Fioranesi, gli Spezzanesi, gli abitanti di Nirano e di Ubersetto che hanno consentito di scrivere le 150 pagine di storia dal 1860 ad oggi.

Voglio in particolare ricordare, fra tanti possibili esempi, il ruolo svolto da Maria Mescoli, che fu assessore nella prima Giunta democratica del dopoguerra, alla quale oggi intitoliamo la Sala Consiliare. Mi consente di sottolineare il ruolo svolto dalle donne nello sviluppo della nostra comunità, non solo fra le mura domestiche; un ruolo non sempre adeguatamente riconosciuto. Sono state determinanti nel lavoro, nella vita civile, nel volontariato fino a sostituire gli uomini chiamati a combattere, o emigrati in cerca di lavoro. Finalmente oggi hanno conquistato il diritto alle pari opportunità, anche se ancora molto resta da fare perché questo diritto sia reale.

Stiamo restaurando Ca’ Rossa a Nirano, dove sarà ospitata una antologia dell’epoca contadina; insieme al Museo della Ceramica, con il progetto Manodopera, contribuirà a rendere leggibile anche per le nuove generazioni il cammino che abbiamo compiuto in centocinquantanni e farà comprendere come la storia di Fiorano sia storia di persone, senza che le ideologie abbiano mai avuto il sopravvento. Questa concretezza, questo affidarsi alle singole persone, ognuna con un ruolo insostituibile nella società civile, senza distinzioni di credo, di razza, di ceto sociale, mi dà fiducia per il futuro. Non sarà facile e non sarà semplice; è un futuro che dobbiamo inventare perché non torneremo alla situazione precedente alla crisi.

Dobbiamo ridefinire le politiche industriali, la struttura comunale, i servizi erogati, avere chiare le priorità. Non è una scelta difensiva, ma la strada per proseguire lo sviluppo e il lungo cammino che abbiamo percorso. Ci viene chiesta la capacità di mettere in discussione il modello stesso di distretto, le caratteristiche della sua produzione, il cor business. Ci viene chiesto di individuare nuovi segmenti nel settore della ceramica da aggredire con le capacità, le risorse e le competenze che esprimiamo, ampliando la gamma di servizi, ristrutturando la logistica, la rete commerciale, il marketing, le stesse caratteristiche strutturali della ceramica e le tecniche di fabbricazione.

Ma ci viene chiesto anche di andare oltre la ceramica, di cercare nuovi settori di investimento, chiamare nuova imprenditoria, favorire l’imprenditoria dei giovani, individuare opportunità di diversificazione soprattutto in quei settori che possono sfruttare un distretto con una rete d’indotto all’avanguardia. Dobbiamo essere capaci di inventare lavoro partendo dalla selezione di idee, progetti, materiali e processi innovativi, con una particolare attenzione alla green economy, che rappresenta il mercato del domani.

Ovviamente, alla base, resta la priorità di garantire un reddito alle famiglie e un futuro alle nostre imprese; ma soltanto progettando il futuro possiamo rendere efficace lo sforzo che stiamo sostenendo oggi.

In questo momento di festa e in questa celebrazione, abbiamo al nostro fianco i componenti del Consiglio Comunale dei Ragazzi. Stanno effettuando un importante percorso di educazione alla comunità, al dovere di partecipare e di mettere le proprie capacità a disposizione del bene comune. Domani saranno loro ad avere le redini del governo di Fiorano.

A loro idealmente consegniamo questi primi centocinquanta anni di storia perché costruiscano le basi per i prossimi centocinquanta, raccomandando loro di proseguire sul cammino tracciato nel 1860 perché il nostro comune è frutto della libertà ritrovata dei Modenesi, dalla scelta di decidere il futuro attraverso il voto; è frutto dei valori risorgimentali della democrazia, è frutto di un forte senso di identità e di partecipazione alla vita della comunità, sia essa il comune o la nazione.

In questi centocinquanta anni abbiamo sviluppato e maturato la coscienza e la consapevolezza della nostra identità a un livello tale da consentirci di guardare con serenità al futuro, alla ricerca di nuove forme di unione e di collaborazione con gli altri comuni, perché sapremo difendere la nostra cultura fioranese e il senso dell’appartenenza; anzi nella collaborazione con le altre comunità la arricchiremo.





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