Home Modena Fuga dal Pdl, Trande: “Probabili altre transumanze”

Fuga dal Pdl, Trande: “Probabili altre transumanze”

Il capogruppo del Pd in Consiglio comunale a Modena, Paolo Trande, analizza le conseguenze politiche dell’ “addio” di tre consiglieri al gruppo del Pdl.

«Gli eventi di transumanza politica, registrati a Modena in questi giorni (Celloni dal PdL all’MPA, Galli e Taddei dal PdL alla Lega) vengono commentati dagli esponenti locali del PdL con una babele di analisi. Si va dalla presa d’atto di una gestione del Pdl non adeguata (Lenzini) al marchio d’infamia di “trasformismo” dei transumanti e “slealtà della Lega” (Berselli) passando attraverso le “perplessità” dei leghisti “doc” sull’adesione al progetto Lega (Zavatti). Non manca poi il commento di Leoni che sentenzia l’inaccettabilità dell’interferenza del Pd il quale sarebbe in una situazione di crisi irreversibile (sic!). Ma questo attiene alla serie “proviamo a parlare d’altro che è meglio”.

Tornando alle vicende di transumanza vanno dette alcune cose semplici e chiare. Dal punto di vista istituzionale la fuga di tre consiglieri dal PdL produce tre effetti: genera un vulnus tra voto degli elettori e rappresentanza istituzionale; modifica sostanzialmente la natura della minoranza consiliare; aggiunge complessità e frammentazione.

Dal punto di vista politico farebbe comodo a qualcuno derubricare la vicenda come tradimento o trasformismo. Ma le parole di Taddei, Galli e Celloni dicono altro. Deficit di democrazia, personalismi, posizioni inaccettabili, opposizione preconcetta su scelte importanti per la città e altro ancora. Si ha l’impressione che vengano al pettine i nodi culturali e politici del cartello elettorale denominato PdL e che si stia logorando progressivamente il collante elettorale che aveva tenuto assieme il Partito del Predellino. Non è casuale che due dei tre consiglieri che abbandonano il PdL siano ex An, abituati a discutere in partiti veri, strutturati. Vanno via anche perché il PdL modenese non garantisce loro sedi di confronto essendo divenuto un partito leaderistico che riproduce anche a livello locale il modello nazionale.

Gli effetti di questo terremoto politico locale potrebbero anche non limitarsi al centro-destra né riguardare soltanto Modena. E’ molto probabile che seguiranno altre transumanze che renderanno ancora più evidente l’inadeguatezza del Pdl a tenere insieme esperienze diverse che vanno al di là dell’adesione fideistica e/o anti-sinistra. Oggettivamente il Pdl a Modena è oggi più debole e più esposto senza, con questo, avere rafforzato “politicamente” la Lega. Galli ha ragione: la Lega intercetta del voto ex-An per ragioni legate alla proposta politica e alla offerta di un partito che esiste, “fisico”. Ma siamo veramente sicuri che la “trasfusione” di consiglieri comunali ex Msi-An sia l’evidenza dell’irresistibile magnetismo attrattivo della Lega? Siamo certi che questa sia l’evidenza della crescita anche di consensi della Lega? Non ne sarei così sicuro. Gli effetti di passaggi ad alto contenuto simbolico, così caratterizzati politicamente (ex MSI) in una terra antifascista e di tradizioni di sinistra potrebbero riservare delle sorprese.

Concludendo, abbiamo abbastanza elementi per dire che a Modena c’è un Pdl in piena crisi d’identità e democrazia, più debole, “balcanizzato” ma è ancora presto per dire se sarà la Lega a beneficiarne. Per molti ex Msi il passaggio dalle idee e dalla retorica nazionalisto-patriottica alla cultura delle piccole patrie potrebbe non essere così agevole e potrebbe infastidire una parte di voto di opinione ex-sinistra che in questi anni ha votato Lega. Delle volte, specie in politica, si dice “la somma non fa il totale».