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Carpi: nuove delibere urbanistica





Nel corso della seduta del Consiglio comunale di Carpi di giovedì 12 marzo si è trattato di temi urbanistici, approvando diverse delibere. Una di queste riguarda l’area dove aveva sede la Nuova Silan, un insediamento produttivo in via di dismissione e dove al posto degli edifici industriali sorgeranno case e un’area verde.

Il Piano particolareggiato di iniziativa privata è stato approvato nel 2005 dal civico consesso: questo prevedeva un termine per realizzare il parco, scaduto però alla fine del 2008. L’amministrazione comunale dunque ha chiesto a chi sta operando sull’area il pagamento di un terzo della fideiussione decisa a suo tempo (200 mila euro) proprio per questi mesi di ritardo. Per evitare di pagare il resto della fideiussione i privati convenzionanti hanno chiesto allora di spostare alla fine dell’anno in corso il termine per la realizzazione del parco, in cambio di mille metri quadrati di area verde in più, che così avrebbe una superficie totale di 17mila metri quadrati. L’assessore all’Urbanistica Mirco Arletti presentando questa richiesta ha detto che l’ente locale era orientato ad accettarla, spiegando come sia stato domandato anche uno spostamento di cubature, tale per cui uno degli edifici previsti nel progetto iniziale verrebbe cancellato per ‘spalmare’ i suoi 4500 metri quadrati di superficie su un altro stabile, che avrebbe così un’altezza di sette piani comprensivi di piano terra e una nuova tipologia architettonica.


Aprendo il dibattito il consigliere di Forza Italia Massimo Barbi ha spiegato come con questa permuta “i 134 mila euro di una fideiussione che il Comune dovrebbe riscuotere verrebbero scambiati con mille metri quadrati di verde offerti dalla proprietà. Così non si fanno gli interessi della città, come non si sono fatti dando a Radio Bruno il terreno a 190 euro al metro quadrato. E non ci pare ottimale nemmeno la soluzione progettata per spostare cubature da un edificio ad un altro”. Il capogruppo azzurro Roberto Andreoli ha ricordato come nel 2005 il Piano dell’area in questione fosse passato per il rotto della cuffia, con parte della maggioranza che non diede parere favorevole e con l’obiettivo entro il 2007 di demolire gli edifici industriali. “A oggi pare irrealizzabile la prospettiva temporale del 2009 mentre 200 mila euro di fideiussione sono poca cosa”. Leda Tirelli (An) ha rammentato in aula come proprio da lei fosse partita all’epoca la proposta di raddoppiare la quota di fideiussione richiesta ai privati mentre il collega Paolo Zironi (Pd) ha infine sottolineato come l’obiettivo dell’amministrazione non sia quello di fare cassa ma di avere più verde nella zona. Ricordiamo che il Piano votato nel 2005 prevedeva che l’area occupata un tempo dalla tessitura Nuova Silan in demolizione e i suoi immediati dintorni (circa 40 mila metri quadrati di superficie totale) potesse diventare sede di abitazioni (19 i lotti residenziali previsti per circa 200 appartamenti situati in edifici di altezza variabile dai quattro ai sette piani, buona parte costruiti a ferro di cavallo attorno a via Meloni di Quartirolo). La delibera è stata poi approvata da Pd, Sd e dall’indipendente Maurizio Battini, contrari Fi, An, LtC.
L’assessore Arletti ha presentato poi una Variante al Piano planivolumetrico della zona commerciale di espansione C, progetto datato 1992, e che prevede in via dell’Industria la realizzazione di due torri di 11 piani con annessa piazza in parte verde comprensive di due piastre commerciali di 2-3 piani ciascuna. Un intervento da 10 mila metri quadrati in totale che concentra cubature in origine presenti su tre lotti diversi “e che può attrarre attività imprenditoriali”. Al momento del voto la Variante è stata approvata all’unanimità.