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Reggio E.: domani alla Sinagoga incontro con Jovan Divjak

Nell’ambito del progetto BiH-Arte, visioni, messaggi da Sarajevo continua la rassegna Incontri e Parole che offre la possibilità di conoscere e approfondire la storia di Sarajevo e dei Balcani grazie alla partecipazione di importanti personaggi pubblici italiani e bosniaci.
Domani, sabato 14 marzo, alle ore 17.30, alla Sinagoga (via dell’Aquila 3/a Reggio Emilia) il giornalista Andrea Mastrangelo, caporedattore della Gazzetta di Reggio, incontra l’ex generale Jovan Divjak che ha difeso Sarajevo durante l’assedio più lungo della storia bellica europea.


Testimone nel libro Sarajevo mon amour, pubblicato in diverse lingue dichiara Jovan Divjak: “Vivo da 40 anni nello stesso quartiere, a Sarajevo, a due passi da un’antica chiesa ortodossa e da una moschea del XVI secolo. E salendo appena, da casa mia, raggiungo il seminario cattolico della Bosnia. Prima della guerra quest’armonia, nata dalla differenza, si ritrovava nella vita d’ogni giorno…”.

Oggetto dell’incontro con il generale serbo, che difese Sarajevo e che ha “adottato” un nipote musulmano, l’aggressione contro la Bosnia Herzegovina, le figure fosche di Milosevic, Karadzic e Mladic, ma anche le contraddizioni e gli sconcertanti voltafaccia della componente musulmana durante la guerra, i nazionalismi sorti dalla devastazione bellica, una pace che in Bosnia non è ancora davvero arrivata.
Jovan Divjak oltre alla sua carriera letteraria ha rappresentato lungamente un esempio di solidarietà, poichè nel 1994 ha fondato l’associazione “L’educazione costruisce la Bosnia Herzegovina”, che ancora oggi aiuta gli orfani di guerra e i ragazzi a comprendere la storia e il presente dei Balcani.
Ed è per il rapporto privilegiato che l’ex generale ha con i ragazzi, che Divjak sarà anche la voce che darà il via al percorso “BiH all’interno delle scuole”, un percorso dedicato ai ragazzi delle scuole superiori, che oltre ad incontri con i protagonisti dei Balcani offre loro la possibilità di partecipare a visite guidate alle mostre (per informazioni: Reggio nel Mondo 0522 541739). Jovan Divjak, infatti, incontrerà durante la sua permanenza a Reggio Emilia alcune classi del Liceo Istituto Magistrale Matilde di Canossa e Liceo Classico/Scientifico Ariosto Spallanzani. Gli incontri offriranno dunque ai partecipanti e ai ragazzi l’opportunità di ascoltare la testimonianza di un uomo, che ha difeso Sarajevo durante l’assedio, che ancora oggi lavora per la costruzione di un futuro migliore, nominato anche Ambasciatore Universale di Pace nel 2006.
Durante l’incontro sarà possibile acquistare il libro di Jovan Divjak grazie alla collaborazione con Infoshop Mag6.

Jovan Divjak nasce a Belgrado da genitori serbi. Il padre fu trasferito in Serbia dall’esercito jugoslavo, la sua famiglia ha origine bosniaca e attualmente egli vive a Sarajevo la città nella quale si è trasferito nel 1966.
Dal 1956 al 1959 frequentò l’Accademia Militare a Belgrado, per passare poi un anno tra il 1964 e 1965 a Parigi per frequentare l’Ecole d’Etat Major in Paris. Tra il 1979 e il 1981, la scuola di Pianificazione della difesa e guerra a Belgrado.
Dopo diversi incarichi nella JNA, Divjak divenne Capo della Difesa Territoriale (Teritorijalna Obrana), guidando il relativo dipartimento di stanza a Mostar, durante il periodo 1984-1989. Medesima funzione ricopre dal 1989 al 1991 per il settore di stanza a Sarajevo.
Nel periodo 1991 1992 venne giudicato dalla Corte Marziale per aver richiesto 120 pezzi di armi leggere e 20.000 pallottole alla Difesa Territoriale di Kiseljak. Gli vennero inflitti 9 mesi di carcere. Il giorno 8 aprile 1992, Divjak divenne Vice Comandante della Difesa Territoriale della Bosnia-Erzegovina. Tra 1993-1997 fu comandante del Quartiergenerale dell’esercito della Bih, incaricato di cooperare con istituzioni civili e organizzazioni in ruoli quali amministrazione, economia, salute, istruzione).
E’ diventato direttore esecutivo della associazione OGBH,”OBRAZOVANJE GRADI BIH” la cui attività principale e gli obiettivi sono quelli immediatamente connessi all’aiuto degli orfani di guerra, dando loro denaro, oltre ad aiuto materiale e favorire l’aumento dell’istruzione in Bosnia ed Erzigovina, anche zone e alla popolazione più povere del Paese come le campagne dando loro supporto finanziario e materiale.
Dal 2004,è membro del comitato per l’ingresso delle ONG straniere in Bosnia-Erzegovina.
Ha raccolto le proprie memorie in due testi: 2004 Sarajevo, mon amour Intervista con Florence La Bruyere pubblicato in italiano con la prefazione di Paolo Rumiz nel 2007.
Nel 2006 è nominato Ambasciatore Universale di Pace dal Consiglio degli Ambasciatori di Pace Universali a Ginevra e premiato relativamente a tale nomina.