Home Ambiente Legambiente: continua a Cadelbosco Sopra l’edilizia selvaggia

Legambiente: continua a Cadelbosco Sopra l’edilizia selvaggia

Prosegue a Cadelbosco la lottizzazione e la speculazione edilizia. Durante l’ultima commissione edilizia sono stati approvati diversi progetti di lottizzazione di aree occupate da stalle e case coloniche. Tutti i progetti analizzati prevedono la demolizione dei vecchi edifici e la costruzione di villette a schiera ed edifici multifamiliari a corte.

Claudio Fornaciari, rappresentante di Legambiente in commissione sostiene che, dal punto di vista normativo non vi sono ostacoli a questo tipo di speculazione in quanto il Comune di Cadelbosco Sopra non ha aggiornato i propri strumenti urbanistici (il PRG è scaduto da 10 anni e del nuovo PSC non vi è ancora traccia). Sembra di assistere al “Sacco di Roma” degli anni 50 e 60.
Uno dei progetti prevede la realizzazione di un mini quartiere residenziale in piena area agricola priva di strade adeguate e di fognature in Via Molino Traghettino.

Un’altro prevede la realizzazione di 5 villette a schiera al posto di una stalla a ridosso della zona industriale di Cadelbosco Sopra.
Il terzo progetto, infine, prevede la realizzazione di 8 villette a schiera stile “anni 70” con vista panoramica sulla ex SS63 fuori dal centro abitato
di Cadelbosco Sotto.

“L’attuale amministrazione comunale – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – e, in particolare l’assessore all’urbanistica Eros Ferretti, ha bruciato una intera legislatura senza fare nulla per arrestare questa urbanizzazione selvaggia e priva di programmazione che ha portato alla devastazione del territorio agricolo e alla creazione di quartieri “ghetto” con la conseguente disgregazione del tessuto sociale di paesi di campagna cresciuti troppo rapidamente”.
“Chiediamo – conclude Massimo Becchi – che l’Amministrazione Comunale “congeli” il vecchio PRG ormai obsoleto e si adoperi con urgenza per recuperare il tempo perduto adottando al più presto i nuovi strumenti urbanistici e di gestione del territorio messi a disposizione anche dal nuovo PTCP provinciale, uscendo dalla logica dei piccoli poteri locali che hanno trovato in questo comune un terreno ideale da molti anni”.