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Energia dalla montagna: un obiettivo possibile





La realizzazione di energia ecosostenibile nell’Appennino attraverso la valorizzazione delle buone pratiche di coltivazione dei boschi, dell’utilizzazione dei sottoprodotti della manutenzione del verde e dei processi di caseificazione è il tema del convegno “L’Energia della montagna” che il GAL Antico Frignano e Appennino Reggiano, in collaborazione con Enia Energia, C.R.P.A (Centro Ricerche Produzioni Animali di Reggio Emilia), Consorzio Fare Appennino, D.R.E.A.M Italia e Ambiente S.C. ha presentato lo scorso 21 giugno a Castelnovo Monti.

Lo studio di fattibilità è stato realizzato nell’ambito del protocollo d’intesa siglato dal GAL, Provincia di Reggio Emilia, Comunità Montana dell’Appennino Reggiano ed Enia, finalizzato alla promozione di energia rinnovabile.
“La ricerca – commenta Luciano Correggi, presidente del GAL – ha avuto come scopo quello di individuare la fattibilità tecnica ed economica di progetti di filiera per la produzione di energia e calore da fonti rinnovabili, in particolare legnose, derivanti da corrette attività di conduzione e valorizzazione dei boschi, presenti in quantità notevoli su tutto il territorio dell’Appennino, la cui valorizzazione riveste aspetti importanti per il paesaggio, per la difesa del suolo e anche per la fruizione turistica. Nello stesso tempo, è stata valutata la possibilità di valorizzare i reflui zootecnici per la produzione di biogas, nonché l’individuazione dei più efficaci interventi per il risparmio energetico sugli edifici pubblici e privati”.
Il progetto è stato gestito dal GAL Antico Frignano e Appennino Reggiano, che si è avvalso della consulenza tecnico-scientifica del Centro Ricerche Produzioni Animali di Reggio Emilia, al quale è stato affidato l’incarico per lo studio e l’individuazione dei progetti finanziabili. L’articolazione del progetto ha previsto due linee di intervento: la prima ha riguardato la filiera delle biomasse legnose; la seconda le filiere dei reflui zootecnici e delle biomasse vegetali non legnose.

“Lo studio di fattibilità realizzato dal CRPA – ha affermato Gualtiero Lutti, direttore del GAL – consentirà ai soggetti attuatori dei progetti di valutare la validità degli stessi e di passare direttamente alla progettazione esecutiva degli interventi. Un altro importante aspetto che sarà approfondito è la compatibilità economica dei progetti e l’eventuale fabbisogno di risorse pubbliche, attraverso fondi regionali e comunitari”.

Lo studio di fattibilità ha interessato i comuni dell’Appennino Reggiano inseriti nel territorio Leader + e si è posto in un’ottica di continuità con il precedente “Studio sulla raccolta della biomassa forestale dai Boschi dell’Antico Frignano” realizzato lo scorso anno nei territori dell’Appennino Modenese in area Leader + e presentato nell’ambito del convegno “Una rete di riscaldamento a legno cippato nell’Appennino modenese”, tenutosi a Fanano.
Anche in quell’occasione, lo studio aveva evidenziato le enormi potenzialità delle nostre montagne, con prospettive di sviluppo notevoli nell’ambito delle energie eco-sostenibili,grazie all’ampia disponibilità di materia prima, derivante dai rimboschimenti di conifere e dai castagneti abbandonati. I dati positivi emersii dallo studio di fattibilità avevano dato parere favorevole per la progettazione di centrali di teleriscaldamento.