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Reggio E.: PAB. Parco culturale dell’Ariosto e del Boiardo





Al via la seconda edizione della rassegna intitolata ai due grandi poeti e scrittori dell’epica cavalleresca, Ariosto e Boiardo, che in varie località del territorio reggiano hanno lasciato importanti tracce della loro presenza e della loro inestimabile opera. Il PAB – Parco culturale dell’Ariosto e del Boiardo si caratterizza, anche in questo secondo anno di attività, per una raffinata ed elegante ricerca sugli aspetti identitari dei luoghi raccontati attraverso l’interpretazione di attori e artisti contemporanei che “rileggono” brani e passi tratti dall’Orlando Furioso e dall’Orlando Innamorato per restituirci le atmosfere e il clima di quelle epoche fantastiche in cui vivevano draghi, principesse e cavalli alati.

L’intero progetto è fortemente voluto dalla Biennale del Paesaggio, Provincia di Reggio Emilia, in collaborazione con la Regione Emilia Romagna e i Comuni di Reggio Emilia, Scandiano, Albinea e Canossa con lo scopo di riunire in un unico territorio ideale i luoghi della provincia in qualche modo legati alla vita dei due grandi poeti, animandoli di iniziative che coinvolgano in modo diffuso e partecipato l’intera comunità. Tredici gli appuntamenti previsti organizzati in cinque luoghi “incantati”: il Mauriziano, la Rocca dei Boiardo a Scandiano, il Castello di Canossa, il Castello di Borzano e il Parco Fola di Albinea. Tutte le iniziative del PAB sono ad ingresso gratuito e non è necessaria la prenotazione.

Primo appuntamento in calendario quello con Massimo De Rossi al Mauriziano di Reggio Emilia che debutterà mercoledì 25 giugno alle ore 21.30 e che darà il via ad una serie di letture che, al Mauriziano, avranno cadenza settimanale, il mercoledì sera sempre alle ore 21.30 per un totale di 5 eventi e che si svolgeranno preferibilmente all’aperto, nel magnifico parco monumentale. In caso di maltempo si passerà nelle sale interne del palazzo cinquecentesco. Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero.

Si accede al complesso monumentale del Mauriziano dalla Via Emilia attraverso il cinquecentesco arco trionfale, eretto secondo la tradizione da Orazio Malaguzzi a cui si attribuiscono il restauro e l’arricchimento dell’intero complesso. Una interessante e sostenibile possibilità di accesso alla villa è costituita dalla pista ciclabile che collega in maniera utile e funzionale il centro della città con la periferia, passando proprio di fronte all’entrata del Mauriziano e che prosegue poi fino a Masone.
Per chi verrà in bicicletta sarà previsto un apposito parcheggio dove lasciare i mezzi a due ruote. Un viale di oltre 250 metri, fiancheggiato da pioppi, conduce al Palazzo, noto per essere stato abitazione di Ludovico Ariosto nei primi anni della sua vita e a più riprese nel corso della giovinezza (celebri sono i versi dedicati al ricordo del Mauriziano nella IVa satira del poeta). Nonostante le significative ristrutturazioni del Sei-Settecento, il Palazzo mantiene l’impianto volumetrico cinquecentesco che lo collega alla cultura della villa rinascimentale. Si caratterizza infatti per la pianta a base quadrangolare con un salone centrale passante sul quale si fonda l’asse di simmetria dell’edificio attorno a cui si articolano i vani laterali. A levante un piano rialzato conserva ancora tre ambienti voltati a vela con capitelli pensili. La decorazione pittorica di questi ambienti, databile dopo il 1567, risente dell’influenza di Nicolò dell’Abate. Il Palazzo rimane di proprietà della famiglia Malaguzzi fino al 1863, quando viene acquistato dal Municipio di Reggio Emilia. E’ attualmente sede di attività culturali.

Massimo De Rossi sarà il protagonista della serata Casanova e il “divino” Ariosto, incentrata sulla straordinaria figura di Casanova, lettore di Ariosto, spaziando dalla fuga dai Piombi al dialogo con Voltaire rileggendo il culto ariostesco attraverso gli occhi e le parole del più grande libertino del Settecento. Nella parte centrale del celebre incontro di Casanova con Voltaire, si legge “Qual è il poeta italiano che ama di più?” chiede Voltaire. Risponde Casanova: “L’Ariosto. Non posso nemmeno dire di amarlo di più, perché non ne amo altri pur avendoli letti tutti”.
Dall’81 con “La notte e il momento” di Crebillon, per la regia, scene e costumi di Pier Luigi Pizzi, Massimo De Rossi è una presenza quasi costante nelle stagioni dei nostri teatri; lo incontriamo in veste di attore e di lettore colto e raffinato, ma anche di regista, scenografo e costumista, come in “Melampo” di Flaiano e in “Valentin. Kabarett der Komiker” di Karl Valentin, nel 1991. Fra le sue interpretazioni: “Sade. Dialoghi della Bastiglia” in Cavallerizza nel 1989, nel bicentenario della Rivoluzione francese, “Giacomo il prepotente” di Manfridi nella parte di Giacomo Leopardi, a fianco di Elisabetta Pozzi, nel 1990, “Re Lear” con la regia di Glauco Mauri, “Ekaterina Ivanovna”, poi come voce recitante nel “Manfred” dio Schuman per “Di Nuovo Musica” 1999 e nella lettura dedicata ai poeti simbolisti francesi per “Recitar poetando” nel 1996.
Lunga ed importante la carriera di De Rossi che si è sapientemente cimentato nei più differenti settori dello spettacolo, dal teatro alla televisione, con parti e ruoli significativi anche al cinema. Dagli inizi, più di trenta anni fa, nei teatri storici italiani (Piccolo Teatro di Milano, Teatro Stabile di Roma e di Genova) alle diverse interpretazioni di Shakespeare, Pirandello, Gorge Byron, Fedor Dostoevskij alle importanti regie teatrali quali “Bagno Finale” (di Roberto Lerici), “Nerone” (di Franco Cuomo), “Faust” (di Thoma Mann), “Amor mi mosse che mi fa parlare” (di Dante Alighieri) e tante altre. Numerose anche le sue presenze in televisione e al cinema.

Le informazioni sulla Biennale del Paesaggio 2008 e sulla programmazione del PAB sono disponibili sul sito della Biennale, dove è anche possibile iscriversi alle periodiche newsletter che vengono inviate con lo scopo di tenere aggiornati gli interessati allo svolgersi delle attività.
Il PAB gode del sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Reggio Emilia “Pietro Manodori”, di Ccpl e di Landi.