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Il nuovo cda Enìa alla commissione consiliare territorio-sviluppo





Si è riunita ieri pomeriggio nella Sala Rossa della residenza municipale di Reggio la commissione consiliare Assetto ed uso del territorio-Sviluppo economico ed attività produttive-Ambiente, presieduta dal consigliere Ernesto D’Andrea, per la presentazione del nuovo amministratore delegato e dei componenti il consiglio d’amministrazione di Enìa.

Erano presenti il sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio, il presidente di Enìa Andrea Allodi, l’amministratore delegato Andrea Viero, i consiglieri Roberto Menozzi, Paola Vezzani, Ettore Rocchi (presidente di Enìa Energia), infine Pietro Iotti e Nino Simonazzi, rispettivamente presidente e direttore della Sot di Reggio Emilia. In sala i consiglieri comunali e capigruppo facenti parte la Commissione, il vicesindaco Franco Ferretti e l’assessore alle attività produttive Mimmo Spadoni.
D’Andrea ha introdotto dando la parola al sindaco Delrio, il quale ha ricordato il mandato impegnativo assegnato al nuovo consiglio di amministrazione: tra gli input “la valutazione delle potenzialità e delle problematiche di una possibile intesa con Hera ed Iride, il conseguimento degli obiettivi di un piano investimenti straordinario da 200 milioni di euro, il posizionamento nel campo dell’energia, il mantenimento di un forte legame con il territorio e della soddisfazione dei clienti-utenti per i servizi che vengono erogati”. “Non sappiamo cosa il governo deciderà sulla liberalizzazione dei servizi pubblici, certamente i soci credono in Enìa come in un’azienda dalle grandi potenzialità che si conferma proprio nella dimensione del più grande, più vicina come diceva il motto che ha accompagnato la fusione delle tre ex municipalizzate”.
L’ad Viero e i tre consiglieri Vezzani, Menozzi e Rocchi si sono presentati esponendo brevemente i curricula e un sintetico, positivo giudizio sullo stato di salute dell’azienda a un mese dal loro insediamento nel nuovo cda.

“L’azienda è in buonissima salute – ha affermato Viero – ed ha ancora grandi possibilità di crescita e miglioramento. La fusione ha sicuramente dato un impulso per sfruttare sinergie importanti in base ai punti di forza delle tre aziende, lavorare sui costi, portare a termine il piano investimenti in tempi brevi e concentrarsi sulle energie rinnovabili”.

Tre le linee principali di lavoro, su cui Enìa sta lavorando. Il primo, i servizi. “Vi sono nei tre territori dell’azienda margini di crescita dei servizi non ancora adeguatamente sfruttati – ha affermato Viero – Nei comuni reggiani la gamma di servizi è molto più alta, quindi occorre arrivare a una omogeneizzazione per compiere ulteriori miglioramenti dell’offerta ai cittadini”. Il secondo punto riguarda il mercato dell’energia, “nel quale compiere ulteriori passi avanti per trovare a medio lungo termine fonti di approvvigionamento a costi competitivi”. Terzo, il tema della possibile fusione con Hera e Iride, da definire in tempi brevi: “Se come peso la nostra azienda non è la prima della lista – ha commentato Viero – certo non è seconda come competenze interne, offerta di servizi e livello organizzativo. Vi è un piano industriale buono, certo vi sono margini di miglioramento. Dobbiamo saper conciliare qualità e costi ragionevoli”.
“Da tempo le cosiddette multiutility si sono affacciate sul mercato industriale – ha affermato Rocchi – possiamo dire con orgoglio che siamo riusciti a mantenere responsabilità sociale ed efficienza. Questa è la linea da seguire”.

Nella seconda parte dell’incontro, rispondendo alle domande dei consiglieri, il sindaco Delrio ha ribadito che “l’unico criterio seguito dalla proprietà per la formazione del nuovo cda è stato quello della professionalità degli amministratori poi nominati, dunque un criterio meritocratico. Rilevare un aspetto politico in queste nomine è del tutto improprio”. Inoltre, “la proprietà ha ritenuto di cambiare il cda avvalendosi di un proprio preciso diritto, definito dalle norme che regolano le società private”.
“Il dottor Viero – ha aggiunto il sindaco Delrio – è stato scelto come amministratore delegato in considerazione della sua competenza nella gestione aziendale e della sua esperienza nei rapporti con gli enti pubblici locali, due aspetti fondamentali per la guida di un’azienda come Enìa”.
“Il mandato della proprietà all’azienda – ha concluso Delrio – non è cambiato, rispetto al passato non vi è stata alcuna variazione di indirizzi. Non abbiamo deciso di fonderci e non abbiamo dato alcun mandato a chiudere la fusione di Enìa con altre aziende. I contatti, le ricognizioni in corso daranno delle risultanze di cui parleremo con la massima trasparenza, quando tali risultanze saranno formalizzate”.

Il presidente Allodi ha concluso sull’importanza, per gli utenti, di creare altri player nel mercato dell’energia: in Italia l’energia costa il 33 per cento in più, ci sono 332 utility e colossi come Enel ed Eni che ingessano il mercato. Infine, “abbiamo cercato di lasciar fuori l’azienda dalla politica per farla crescere. E abbiamo raggiunto questo obiettivo già da qualche anno”.