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Formazione e lavoro a Reggio Emilia: Report 2005

La Provincia di Reggio Emilia ha pubblicato il ‘Rapporto delle Attività 2005’, documento che rappresenta un importante strumento di conoscenza e d’approfondimento di alcuni dei principali interventi programmati dalla Provincia nel campo della formazione professionale, delle politiche attive del lavoro e dei Servizi per l’impiego.

Pur in continuità con le precedenti pubblicazioni – stessa struttura e veste grafica – il Rapporto 2005 presenta novità significative, a testimonianza della volontà della Provincia di dar conto in modo sempre più chiaro e trasparente del suo operato.

Il nuovo Rapporto si presenta infatti più ricco di dati, ampliato in alcune parti (in particolare per ciò che concerne la sezione Lavoro), nell’intento di restituire una fotografia più leggibile delle dinamiche del mercato del lavoro e delle attività svolte dai Servizi per l’impiego e in modo da consentire una migliore analisi qualitativa di quanto si va facendo, senza per questo limitare la comprensione dei dati al solo pubblico degli addetti ai lavori. Obiettivo ultimo del Rapporto è infatti, quello di far capire ad una eterogenea platea quanto e come le politiche attive del lavoro e quelle formative riescano poi a tradursi in interventi ed azioni che, costruendo un sistema di opportunità per tutti i cittadini, producono effetti concreti per lo sviluppo delle persone e del territorio.

Di seguito i dati più significativi estrapolati dalle 4 sezioni di cui è composto l’Annual Report 2005:
Istruzione: la popolazione scolastica si compone di 70.877 unità con una crescita complessiva rispetto al 2004 del 3,3%. Le percentuali di alunni stranieri iscritti nelle scuole reggiane sono le più elevate dell’Emilia Romagna, con un trend in costante aumento. Gli alunni stranieri sono 7.983 e rappresentano l’11,5% del totale.
Formazione professionale: rilevante è stato l’impegno profuso su questo versante: nel 2005 la Provincia ha approvato 941 progetti appartenenti a 14 diverse tipologie formative, finanziati con 11.805.000 euro, operando per la flessibilità e la diversificazione degli interventi. Corsi di formazione, attività formative nell’obbligo formativo e integrate con la scuola, esperienze estive di scuola/lavoro e tirocini hanno impegnato 13.592 allievi per un totale di 149.815 ore.
Le attività formative per giovani e adulti disoccupati e soggetti con deficit di opportunità si è integrata con le competenze proprie della Provincia in materia di collocamento e intermediazione domanda/offerta di lavoro. A questo scopo infatti è stata sperimentata con successo un stretta collaborazione tra Provincia ed Enti di formazione per l’individuazione degli allievi e la realizzazione di corsi/tirocini flessibili e dai contenuti coerenti con le esigenze dei corsisti e del mercato del lavoro. 131 progetti hanno riguardato la formazione per occupati e 23 la formazione superiore, entrambi importanti segmenti formativi che contribuiscono allo sviluppo economico del territorio. 489 sono stati i “buoni formativi” (voucher) assegnati a sostegno della formazione individuale ai sensi della L. 53/00 e 236/93.
Orientamento: insieme alle tradizionali attività del Centro di orientamento provinciale Polaris verso le scuole, le famiglie e i diplomati, si conferma il consolidamento delle linee di servizio e delle attività offerte dai Centri per l’impiego. Nel 2005 si sono rivolti ai servizi di informazione e consulenza orientativa erogati da Polaris e dai Centri per l’impiego 9.447 utenti, di cui 6.671 si sono rivolti ai Cpi e 2.776 a Polaris.
Nel 65% dei casi si tratta di persone in cerca di occupazione, mentre il 14% è già occupato e il 18% studia ancora. In ogni caso le donne sono le principali fruitrici di tali servizi con una percentuale più che doppia rispetto agli uomini (68,1%). Rilevante è la percentuale di utenti diplomati (36,1%) e anche laureati (10,4%).
Lavoro: in questa sezione, la più consistente dell’Annual Report, si dà conto, insieme ad alcuni indicatori significativi relativi al contesto, dell’attività e dei risultati raggiunti dal servizio di Preselezione, erogato dai Centri per l’impiego per mettere in diretto contatto le imprese con chi cerca lavoro e dell’attività del Collocamento mirato per i disabili. Quest’anno la sezione è stata ampliata e documenta con un maggior livello di dettaglio la situazione occupazionale reggiana, a partire dagli avviamenti al lavoro, analizzati approfonditamente per comparto economico, per qualifica e per tipologia contrattuale. Un intero capitolo è poi dedicato agli avviamenti numerici nelle Pubbliche Amministrazioni, attività gestita dai Centri per l’impiego che nel 2005 hanno raccolto ben 6.887 domande di adesione per un’offerta complessiva da parte della Pubblica Amministrazione pari a 307 posti di lavoro.
Avviamenti al lavoro: nel 2005 gli avviamenti al lavoro sono stati 57.923 (nel 57,7% dei casi hanno riguardato uomini e nel 42,3% donne). Rispetto al 2004 il 2005 ha visto una diminuzione degli avviati pari a 3.065 unità (-5,0%) confermando la difficile congiuntura economica attraversata dal Paese nell’ultimo anno.
Gli avviamenti con contratti a tempo indeterminato sono stati 14.730 pari al 25,4% (con una diminuzione del 14,4% rispetto al 2004), gli avviamenti con contratti a termine – apprendistato, contratti di inserimento, contratti a tempo determinato – sono stati 43.193 pari al 74,6% (con una diminuzione del 18,0% rispetto al 2004, diminuzione concentrata quasi esclusivamente sull’apprendistato e sui contratti di inserimento).
Elevata la percentuale di avviamenti di lavoratori stranieri che con 15.940 unità, nel 2005 rappresentano il 27,5% degli avviamenti totali (nel 2004 erano il 29,2%).
I disoccupati: a fine 2005 gli iscritti ai Centri per l’impiego disponibili al lavoro erano 11.835 (nel 2004 erano 10.421) di cui 8.015 donne (67,7%) e 3.820 uomini (32,3%), cui si aggiungono i 3.140 disabili iscritti alle liste del Collocamento Mirato, per un totale di 14.975 disoccupati iscritti. Il fenomeno della disoccupazione riguarda soprattutto le persone con più di 25 anni (77,4% degli iscritti) e tra questi sono le donne a incontrare maggiori difficoltà (6.333 pari al 69,1% dei disoccupati con oltre 25 anni). Le persone disoccupate da più di un anno rappresentano il 65,5% e lo “zoccolo duro” della disoccupazione di lunga durata è ancora una volta formato da donne, che sono il 69,7%.
I lavoratori in mobilità: al 31/12/2005 erano 2.191, per il 61,4% donne. La consistenza media delle liste di mobilità nel corso dell’ultimo anno è stata pari a 2.093 lavoratori con un incremento di ben 37,1 punti percentuali rispetto all’anno precedente, a riprova delle difficoltà attraversate dal sistema produttivo locale, in particolare nel settore metalmeccanico e nel tessile-abbigliamento.
Il Servizio di Preselezione: Il servizio, sperimentato già a partire dal 2001, si è negli anni consolidato, conseguendo apprezzabili risultati. Dai dati 2005 risulta infatti che il 43,3% delle figure professionali richieste dalle imprese è stato assunto tramite il servizio di Preselezione pubblico e questo indice di efficacia raddoppia fino a raggiungere l’89% se si escludono dal computo le richieste aziendali annullate o ritirate prima dell’avvenuto matching domanda-offerta per motivi non imputabili al Servizio. Sono stati 15.234 i colloqui erogati dal Servizio di Preselezione nel 2005 e 12.210 gli utenti colloquiati. Le imprese clienti del Servizio sono state 963, per un totale di 1.826 figure professionali richieste.
Il tempo medio di evasione delle richieste aziendali è stato pari a 5,9 giorni (contro i 7 giorni previsti dalla Carta dei Servizi per l’impiego provinciali).
Collocamento mirato: dall’entrata in vigore della Legge 68/99 la Provincia ha avviato al lavoro 2.051 persone (di cui 422 nel 2005), sostenendo un ruolo importante sia sul piano dei contributi e degli incentivi alle imprese, sia nella definizione di convenzioni e nell’attivazione di tirocini. Le convenzioni stipulate con le imprese dal 2000 al 31/12/05 sono state 771, di cui 190 nel corso del 2005. Le assunzioni di disabili programmate in convenzione per il triennio 2006-2008 sono state 316.
I Nuclei territoriali: a testimonianza degli interventi più innovativi e recenti promossi per prevenire fenomeni di disoccupazione di lunga durata e di emarginazione dal mercato del lavoro di un numero crescente di persone, sono i Nuclei Territoriali, nati nel settembre 2003 in seguito alla stipula del Protocollo d’intesa tra Provincia di Reggio Emilia, Ausl, Comune di Reggio Emilia, Consorzio dei Servizi Sociali di Correggio, Consorzi cooperativi Oscar Romero e Quarantacinque. I Nuclei Territoriali sono gruppi di lavoro che operano nei diversi distretti del territorio e in raccordo con il Collocamento Mirato della Provincia, per favorire l’inserimento e l’accompagnamento al lavoro dei soggetti disabili o con deficit di opportunità. A partire dal 1/7/2005 i Nuclei Territoriali sono diventati a tutti gli effetti il principale strumento di attuazione del progetto di iniziativa comunitaria Equal A lungo. Percorsi personalizzati di inserimento lavorativo.
Fra il 1/7/05 e il 31/12/05 i Nuclei Territoriali hanno seguito 288 persone disabili o con deficit di opportunità e hanno promosso 122 interventi di inserimento lavorativo (assunzioni, tirocini, formazione professionale, ecc.).