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Vertenza Frama di Novi, Costi: “Nessuna sensibilità della proprietà verso il territorio e i lavoratori, che hanno rifiutato una proposta irrricevibile”

“Sono state settimane di intensi incontri per cercare di trovare un’equa soluzione alla vertenza, che la Regione e il Comune di Novi hanno seguito fin dall’inizio con forte preoccupazione per le ricadute in un territorio che si trova ancora nella delicata fase di completamento delle opere di ricostruzione post sisma e che di certo non ha bisogno di veder impoverito il proprio tessuto produttivo. Oggi ci troviamo di fronte a un esito non voluto e di cui è responsabile una proprietà che ha rifiutato ogni confronto e non ha mai fatto emergere la necessaria sensibilità verso i territori e le persone coinvolte”.

Così l’assessore alle Attività produttive Palma Costi ha commentato l’esito della vertenza Frama, che si è conclusa nel peggiore dei modi con la conferma della procedura di licenziamento collettivo, già avviata lo scorso 21 dicembre dal gruppo austriaco Hella nei confronti degli allora 17 dipendenti dello stabilimento del modenese. Oggi l’ultima tappa di questa crisi aziendale con i lavoratori che, nonostante tutta la disponibilità messa in campo per cercare di arrivare a un dignitoso accordo, hanno deciso di rifiutare “un’offerta irricevibile dal punto di vista economico e della forma”.

“Rispettiamo le decisioni che i 14 lavoratori interessati dalla procedura di licenziamento decideranno di assumere- aggiunge l’assessore-. La nostra attenzione ora è rivolta al processo di ricollocazione per i dipendenti interessati e al sostegno di quelle imprese che si impegneranno per un intervento di reindustrializzazione del sito o, comunque, nel territorio per creare nuova occupazione”.

Per l’assessore regionale la scelta della proprietà di non aprire nessun confronto con le istituzione e le parti sociali per verificare la percorribilità di soluzioni in grado di garantire la continuità produttiva, avvalendosi anche del sostegno della Regione per le sue  competenze in materia di sostegno allo sviluppo e in particolare all’innovazione, accompagnata dalla preclusione all’utilizzo di ogni forma di ammortizzatore sociale per accompagnare la transizione viste le difficoltà dichiarate dall’azienda, “ha fin dall’inizio reso difficilissimo il confronto, facendo emergere in modo sempre più chiaro la volontà della proprietà  di chiudere il sito italiano, delocalizzare alcune produzioni all’estero e abbandonare al loro destino i lavoratori e le loro famiglie”.

“Il comportamento tenuto durante tutti gli incontri da parte dell’amministratore delegato di Frama e dai suoi consulenti legali– ha concluso l’assessore- non ha mai fatto emergere quella sensibilità verso i territori e le persone coinvolte nelle aziende del gruppo Hella che pure fu dichiarata dalla proprietà, rappresentata dal Andrea Kraler, nel corso dell’unica occasione in cui si è presentata al tavolo di salvaguardia occupazionale”.





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