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Oggi Attivo unitario di Cgil Cisl Uil di Sassuolo

Oltre 100 delegati, pensionati e attivisti sindacali partecipano oggi all’Attivo unitario di Cgil, Cisl e Uil della zona di Sassuolo, per discutere di sviluppo e immigrazione nel Distretto ceramico. Introduce i lavori Rocco Corvaglia responsabile Cgil Sassuolo, presiede Luigi Tollari segretario provinciale Uil Modena e conclude Francesco Falcone segretario provinciale Cisl Modena.


Sindacati e lavoratori nel ribadire la necessità di perseguire le sacche di microcriminalità concentrate in alcune situazioni di degrado, sono però altrettanto convinti che il tema immigrazione non possa essere affrontato solo in termini di sicurezza e ordine pubblico.

Nel rifiutare con decisione l’immagine di Sassuolo città violenta (prevalente in queste settimane sugli organi d’informazione), come nuovo Bronx e non invece capitale mondiale della piastrella, il mondo del lavoro pone al centro della propria riflessione e proposta politica il tema di come conciliare lo sviluppo del distretto ceramico (non solo dunque di
Sassuolo capoluogo, ma di tutti i comuni del comprensorio) con una forte presenza di lavoratori immigrati: sono infatti circa 8.000 (di cui oltre
4.000 a Sassuolo) i nuovi cittadini che vivono e lavorano nel distretto, e ben 78 le nazionalità presenti!!

Nella proposta che verrà avanzata nel documento unitario dei delegati Cgil, Cisl e Uil, non si intende disconoscere il problema microcriminalità e di
degrado sociale e urbano, che è sotto gli occhi di tutti e deve essere perseguito con fermezza e con il rafforzamento degli organici di polizia.
Ma tutto ciò deve essere anche tenuto separato dalla maggioranza degli immigrati che vivono e lavorano nel nostro paese, che contribuiscono alla
crescita economica, spesso costretti ai lavori più pesanti, poco qualificati e meno pagati. Spesso sottoposti anche ai ricatti dei datori di lavoro per non finire nella clandestinità, obbligati ad accettare le forme di lavoro precario o vincolati dai regolamenti di cooperative “spurie”.

Per costruire una prospettiva migliore per tutto il distretto sassolese è dunque necessario puntare all’integrazione sociale vera fra vecchi e nuovi
cittadini.
Lavoratori e sindacati chiedono perciò alle istituzioni, associazioni imprenditoriali, forze politiche, sociali e religiose atti coerenti che
sappiano aggredire le ragioni del disagio e costruire, per tutti i cittadini, condizioni più avanzate di convivenza civile, vivibilità del
territorio e dignità sociale, a partire dal riconoscimento del diritto di voto ai nuovi cittadini e dalla cancellazione della Legge Bossi-Fini.





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