» Lettere al Direttore - Sassuolo

Braida da non perdere (di Paolo Barozzi)

Egregio Sig. Sindaco Graziano Pattuzzi

come avrà potuto notare, trascurare un male come quello che affligge da lungo tempo il quartiere Braida porta ad effetti che talvolta possono essere dirompenti.


Nei giorni di Sabato 25 e Domenica 26 Marzo, sul quotidiano “il Resto del Carlino” sono comparsi due articoli relativi alla triste vicenda del quartiere Braida.
Il primo parla del presidente del comitato di Braida, il quale riporta una affermazione da Lei fatta durante un incontro svoltosi circa tre mesi addietro, affermazione che trascrivo testualmente: “Il Sindaco parlava indicativamente di esagerata percezione d’insicurezza, facendo forse passare per paranoici, esaltati e allarmisti i cittadini”.
Essendo presente anche il sottoscritto al sopra menzionato incontro, posso affermare con certezza che le parole del Presidente del quartiere Braida rispondono a verità.
Una verità che si leggeva sugli sguardi di tutti i presenti, i quali si domandavano “sto sognando o son desto”?
L’articolo di risposta pubblicato il giorno successivo, descrive il Suo grande stupore per quanto riportato dal Presidente del comitato di Braida.
Lei afferma di non essersi, anzi, di non esservi mai tirati indietro?
La Sua asserzione mi riporta inevitabilmente a quanto appena scritto poc’anzi: “sto sognando o son desto”?
Come se non bastasse, per avere un quadro più completo della realtà, occorre aggiungere che solo poche settimane addietro si è tenuto un incontro con Livia Turco per parlare di integrazione, durante il quale Lei ed i suoi collaboratori avete mostrato per l’ennesima tutta la Vostra ineguagliabile professionalità, oltre a quella di aumentarvi gli stipendi e successivamente anche la tassa ICI.
Tutti i partecipanti presenti, sottoscritto incluso, che per ragionare usano i neuroni al posto delle tessere di partito si sono chiesti: “perchè quando Livia Turco ha affermato che le nostre paure e timori nei confronti dei cittadini stranieri sono in gran parte nostre fantasie Lei non ha espresso il benché minimo disaccordo”?
Perdonatemi per la ripetizione, ma si pone per l’ennesima volta la domanda “sto sognando o son desto”?
Chi se non Lei può e deve conoscere la situazione reale e fare valere la verità al fine di migliorare la situazione?
Dai giornali si è appreso una notizia alquanto preoccupante: nel pomeriggio antecedente la serata dell’incontro, Livia Turco, Lei e Ferruccio Giovannelli avete visitato il quartiere Braida per prendere atto di persona della situazione.
Siete proprio sicuri di essere andati nel quartiere e nei palazzi giusti?
Vi è mai capitato di vedere che da più di due anni i quotidiani locali sono letteralmente sommersi da articoli che descrivono la critica situazione del quartiere Braida?
Siete proprio sicuri di potere affermare con certezza di non esservi mai tirati indietro?
Come si giustificano i comportamenti da Lei avuti durante i due episodi descritti in precedenza?
I fatti testimonierebbero che Lei forse non prende le parti dei cittadini sassolesi, per cui mi sembrerebbe giunto il momento di pensare con un pizzico di autocritica per interrogarci e chiederci se è giunto il tempo di cambiare filosofia e metodi di lavoro, se vogliamo darci una scrollata e fare un salto di qualità per risollevare il paese.
In più di una occasione Lei ha affermato che l’ordine pubblico compete alle forze di polizia, ma forse tralascia un aspetto non trascurabile: “Perchè le varie amministrazioni comunali non sono riuscite ad evitare il formarsi di questi ghetti per immigrati?”
Detta in altre parole, “prevenire è meglio che curare”, se evitiamo la formazione dei ghetti, non ci sono ghetti da tenere sotto controllo.
Se Lei pensa che la formazione dei ghetti a Braida sia da attribuirsi alle forze dell’ordine, allora io dico a gran voce: “si salvi chi può”.
Queste righe, al di fuori di ogni contesto politico, vogliono esprimere uno stato d’animo di amarezza e delusione che presumo comune a tanti onesti cittadini.
Concludendo, vorrei ricordare che le affermazioni forse tendenti all’autogiustificazione, per le difficoltà di gestire i problemi creati da amministrazioni precedenti la Sua, lasciano il tempo che trovano.
Se Lei ritiene di avere fatto quanto in Suo potere, mi secca affermare che, in base alla grave situazione del quartiere Braida, i risultati non sono stati quelli voluti.
A questo punto, occorre analizzare se la situazione attuale è da attribuirsi a Sue azioni sbagliate oppure se ci sono altre istituzioni che non hanno fatto appieno il proprio dovere, per cui è pregato di esaminare la cosa ed informare la cittadinanza, poiché ci dovrà pur essere qualcuno che ne ha la piena o parziale responsabilità.
Non mi sembra corretto che a pagarne le spese siano sempre e solo i soliti poveri cittadini.
Mi auguro inoltre che le presenti righe non siano “bollate” per l’ennesima volta come le solite critiche qualunquistiche da collegarsi a schieramenti politici opposti al Suo, facendoLe notare che non esiste una parola che sia una che parli di partiti politici.
Evitiamo sterili polemiche, proponiamo piuttosto soluzioni concrete e non tendenti al ridicolo come i “corsi di bicicletta per immigrati”, oramai forse anche quelli non incantano neppure gli stolti.

P.S.: in seguito ad una notizia appresa da un attendibile sito internet, colgo l’occasione per porre una domanda di tutt’altro genere.
Risponde a verità che il Comandante della Polizia Municipale percepisce circa € 150.000 annuali?
In caso affermativo, potrebbe spiegare a noi tutti che servizi fornisce tale figura professionale a fronte di una spesa così rilevante?

In attesa di ricevere Sua cortese e pubblica risposta, porgo

Cordiali saluti
Paolo Barozzi
(come rappresentante apolitico di alcuni cittadini)


Gent.mo Sign. Barozzi,

Le chiedo scusa se solo ora riesco a rispondere lettera che Lei ha inviato al direttore di Sassuolo2000.

Una lettera lunga, nella quale Lei rivolge a me e alla Giunta diverse accuse e non poche domande. La vita della città è fatta anche del dialogo con chi ci critica, e criticandoci ci sottopone un disagio, un desiderio, un sogno. Per questo La ringrazio per avermi scritto: in questo modo mi ha dato la possibilità di risponderLe direttamente.



Cerco di andare con ordine, partendo dalle frasi che il Sign. Battani mi ha attribuito nell’intervento pubblicato il 25 marzo dal Resto del Carlino.



Non ho mai considerato “paranoici, esaltati e allarmisti i cittadini”, come insinua il sign. Battani. Non ho mai evitato confronti ne’ con il sign. Battani ne’con alcun altra persona. Non ho mai attribuito alle Forze dell’ordine la colpa della situazione in cui versa il quartiere. Non ho mai evitato il contatto diretto con il quartiere e con la gente: sono andato nel quartiere, ho parlato con chi vi abita, ben prima della visita di parlamentari, ex ministri, sottosegretari..



Potrei continuare, ma non voglio difendermi elencando le cose che non ho fatto e di cui invece mi si accusa. Non è così che si risolvono i problemi. E Sassuolo, Braida in particolare, di problemi ne ha. Di questo sono sempre stato convinto. Se così non fosse, non avrei emesso un’ordinanza per lo sgombero del condominio di Via San Pietro, nel giugno scorso, con un’azione che ha avuto grande rilevanza dal punto di vista dell’integrazione sociale e della tutela della sicurezza dei residenti, ma – Le assicuro – ha esposto me personalmente e la Giunta a critiche pesanti da parte di chi mi accusava di essere intervenuto con troppa decisione e forza.



Se così non fosse, non avrei scritto, a tre mesi dal mio insediamento, a tutti i parlamentari modenesi denunciando la situazione del quartiere Braida e dicendomi allarmato per la condizione di forte insicurezza dei residenti.



Se così non fosse, infine, non avrei assunto un impegno diretto nel miglioramento delle condizioni di sicurezza del quartiere stanziando diverse centinaia di migliaia di euro per il potenziamento della videosorveglianza nel quartiere e per il potenziamento della Polizia Municipale.
Lei scrive che il sindaco deve prendere le parti dei cittadini. Ha ragione, è una verità sacrosanta: il sindaco deve ascoltare, osservare, ascoltare ancora, decidere come intervenire per dare una risposta alla città. Una risposta che veda oltre l’oggi, una risposta che costruisca la città di oggi e di domani. Per tutti i cittadini, per i vecchi e per i nuovi, che qui abitano e lavorano onestamente.



Per questo è necessario il dialogo costruttivo, sempre, con i comitati, con i cittadini. Un dialogo che si nutre di accuse reciproche a volte non porta a niente. Dobbiamo invece esser mossi dalla volontà di individuare i valori comuni e su questi lavorare insieme.



La posta in gioco è troppo importante, mi creda. Lo dico perchè ogni giorno ascolto la città, perché ho deciso di essere in prima linea. Non solo quando arrivano le telecamere e i fotografi: anche a telecamere e microfoni spenti, ogni giorno. Questo sono stato chiamato a fare con i mezzi e gli strumenti che il mio ruolo mi assegna.

La saluto cordialmente


Graziano Pattuzzi





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